venerdì 17 febbraio 2012

30 giorni di me #3


3) Il mio primo bacio

Chi mi conosce da qualche anno, sa molto bene che sono una persona molto timida... Ma se vi dicessi che il mio primo bacio l'ho dato all'asilo?? ahahahahah si, non sono sempre stata schiva come lo sono adesso. Da piccola ero un pò più temeraria! Il mio primo bacietto a stampo l'ho dato ad appena 5 anni... ok, per alcuni questo non è un vero bacio ma per molti si. Io li classifico come "il primo bacio" ovvero quello dato a stampo ad una ragazzo che ci interessa e "il primo vero bacio" quello dei grandi, quello che ormai, raggiunta la veneranda età diamo tutti. Ecco, quello effettivamente l'ho dato un pò più tardi... Avevo quasi 13 anni e con quel ragazzo poi ho affrontato mille cose per molti altri anni... forse anche troppi!
Ricordo bene com'è stata la luga preparazione al fatidico momento. Era il Luglio del 2003, nei mesi precedenti, la mia migliore amica aveva cercato in tutti i modi di convincermi ad andare con lei in un campeggio estivo per due settimane. Alla fine cedetti e a lugio partimmo insieme, per la prima volta da sole. In quel periodo ero un maledetto maschiaccio e avevo tagliato i capelli molto corti, cosa che le ragazze solitamente non fanno! Nel giro di poche ore, tutti sapevano che con me non si scherzava dato che ero l'unica che portava in spalla i tronchi che servivano per fare i nostri tavoli. Alla fine del primo giorno ero diventata la preferita dei ragazzi, non tanto per il mio aspetto ma per il fatto che ero il loro "fratello mancato". Fra tutti però c'era un ragazzo timido, biondino che mi guardava da lontano e che quando veniva scoperto mi sorrideva. Non era certo tra i miei periodi migliori, da sola ripensandoci ero veramente una carogna di ragazza! Manesca e scorbutica un pò con tutti. Si salvava la mia amica, perchè era l'unica a sapere cosa passavo e il nostro educatore Angelo, che era impossibile da odiare! Nei giorni a seguire il piccolo biondino si unì alla nostra combriccola di scalmanati, preservando però il suo stato di "svizzera". Mi sopportava, non si lasciava scoraggiare mai e se avevo bisogno o meno di lui, era sempre lì con me. Andando avanti col tempo, se si cercava me, bastava seguire lui o viceversa. Se c'era una gita in bici o in canoa lui era dietro con me per vedere se avevo bisogno o più semplicemente per farmi compagnia. La sera, al momento del falò si sedeva vicino a me e cantavamo insieme la ninna nanna che precedeva sempre la buonanotte. Come poter resistere? Lui però era innocente e io non volevo farlo soffrire.
Dopo due settimane ormai era giunto il momento di salutarci. Ormai tutti sapevano che c'era del tenero tra di noi e così ci fecero sedere vicini in modo da poter godere ancora un pò la reciproca compagnia.
Eravamo quasi arrivati e a quel punto pensavo che avrei dovuto prendere tutto quello che il momento aveva da offrirmi. Sarei stata stupida a farmi scappare l'ultima possibilità. Così, mano nella mano, sull'aereo mi girai e ci baciammo per la prima volta.

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