lunedì 20 febbraio 2012

30 giorni di me #4

4) il momento più bello della mia vita.

ah.... Non ce ne sono stati tantissimi. Mi ricordo che quando è nato mio fratello ero contentissima. Più di tutti però, il momento che mi ha reso veramente felice è stato qualche anno fa alla recita scolastica. Si, non so come e non so il perchè ma nel 2008 ho deciso di partecipare a questa iniziativa con qualche altro compagno di scuola. L'idea non era pretenziosa, quasi nessuno di noi era abituato al palco e io più che altro volevo cercare di superare la mia paura. Odio essere al centro dell'attenzione e recitare mi avrebbe aiutato a migliorare la situazione. I mesi di preparazione sono stati un momento terribile per me, timida com'ero mi veniva difficile parlare davanti a tutti... tra l'altro la mia parte era quella dell'amante, quindi figuriamoci se nessuno mi guardava! Che personaggio... per una come me non era certo il massimo! Però ero l'unica a riuscire a fare quella faccia e assumere quella voce strafottente, quindi solo io potevo farlo! (no, non è il mio ego a dire questo! erano le parole delle insegnanti che ci seguivano) All'inizio del percorso ci fù detto che quell'anno le cose erano più serie dato che la scuola aveva deciso di partecipare ad una competizione annuale per i giovani talenti delle scuole... se non sono morta in quel momento... ho passato giorni a pensare se ritirarmi o meno ma alla fine mi ero troppo attaccata al mio personaggio! Così, facendo respiri profondi e stringendo i denti, sopravvivevo alle ore interminabili di prove e alle scenate di gelosia che spesso capitavano tra alcuni del gruppo.
Poi finalmente il giorno fatidico arrivò. L'attesa era insopportabile e alcuni di noi mentre aspettavano, si abbracciavano. Io dal canto mio volevo essere lasciata in pace! Il cuore mi martellava nel petto e mi sentivo male. Quella sera il tempo volò ma non ero pienamente soddisfatta. Avevo recitato al meglio ma sapevo che potevo fare molto di più. La competizione consisteva nel recitare con altre scuole. A fine ciclo venivano scelti i preferiti e al secondo incontro veniva proclamato il vincitore. Non speravo molto in realtà, noi non eravamo professionisti. Quando qualche giorno dopo ci fu detto che eravamo tra i tre preferiti, mi sentivo la persona più felice del mondo! Non eravamo dei campioni ma eravamo tra i più bravi. Questo mi riempiva di orgoglio perchè era anche grazie a me che eravamo lì.
La scuola finì e così anche le prove si fermarono. A settembre tornai più carica che mai. Non solo volevo sfogarmi per il dolore sentimentale che avevo patito durante le vacanze ma volevo dare il massimo per vincere quella competizione!
Tra alcune ragazze del gruppo sfortunatamente erano incominciate le rivalità e le liti erano spesso garantite. Un pomeriggio ci venne chiesto di fare un balletto perchè non era giusto che solo i due ragazzi si mettessero in mostra a quella maniera (apro una parentesi. Gli unici due ragazzi del gruppo erano già dei professionisti emergenti del canto, così era abbastanza ovvio farli contare. Noi, che non sapevamo ne cantare e nemmeno ballare, non dovevamo fare altro che recitare bene). Ci era già stato detto che la recita questa volta sarebbe durata di meno quindi non potevamo metterci adesso un balletto!!! Contando poi che non sapevamo ballare.... Non ci fu nulla da fare, la ragazza che lo propose incominciò a crearlo e pian piano tutte si accodavano...
Un paio di giorni prima, mentre eravamo nel teatro a provare, dei giornalisti vennero a farci un'intervista e il giorno seguente ci ritrovammo sul Corriere della Sera! Ormai avevo preso il via, ero al settimo cielo! Mi ero fatta addirittura intervistare...
La sera fatidica arrivò senza particolari intoppi. Ero molto agitata ma non stavo male come l'altra volta. Adesso sapevo cosa mi aspettava. Il presentatore era sul palco che presentava i ragazzi che avevano appena finito di recitare. A momenti ci avrebbe presentato e dovevamo essere pronti.
Noi, a lato del palco, stretti in un grande abbraccio, ci incoraggiavamo.
Quando il presentatore finì, le luci si spensero.
Nel buio prendemmo i nostri posti.
Le luci si accesero di colpo, il pubblico era in silenzio. Noi eravamo lì sopra a guardarli, troppo emozionati per incominciare. Poi una sedia si spostò facendo rumore e finalmente ci svegliammo.
La recita venne in maniera divina. Feci la mia parte splendidamente, attirando gli sguardi di tutti con il mio vestito rosso e facendoli ridere con le mie battute. Non ricordavamo ogni singola parola che dovevamo dire ma l'improvvisazione era la parte più bella del momento. Ricordo che ad un certo punto, avevamo un buco da tappare. Allora io e altre due ragazze, ci sedemmo su delle panche e incominciammo a sparlare come delle oche giulive. Tutto era inventato al momento ma fu molto apprezzato dal pubblico.
La fine fu un trionfo. Mi veniva da piangere, ero la ragazza più felice del mondo. Finalmente mi sentivo viva. Era quello che avrei voluto fare da grande, sapevo che avevo le capacità per farlo. Nel cuore sapevo che avevamo vinto. Mi sentivo come se fossi in cima ad una montagna....
Durò poco. Avevamo ancora quel maledettissimo balletto da fare e avevo un brutto sentimento. Andammo a cambiarci in fretta e furia e tornammo indietro. Spensero ancora una volta le luci e a quel punto la musica partì. Avevamo fatto in tempo a fare solo due passi quando ci venne spenta la musica... ci eravamo tagliate la gambe da sole. Inutile dire che quel concorso non l'abbiamo mai vinto.
Ancora adesso mi arrabbio solo al pensiero! Siamo state delle stupide e ce lo siamo meritato.
Da quel giorno non ho più recitato e ho accantonato quel desiderio. solo l'anno scorso per un corso di lavoro mi è stato chiesto di improvvisare qualcosa per fare degli esempi. Sono rimasti tutti impressionati dal fatto che sembro molto credibile.
Anche se è finita male, amo quel ricordo, perchè per la prima volta mi sono sentita viva.

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