mercoledì 2 maggio 2012

Quella Domenica maledetta

[..] Ero arrabbiata, mi aveva trattato come una nullità.
Eppure un tempo eravamo amiche ma a vederci adesso, non semprava propio. Anni fà, dopo l'inizio turbolento, quando la nostra amicizia era appena nata, mi metteva su un piedistallo perchè diceva che ero forte, che ero la sua Eroina. Non riusciva a capire che ero io quella che aveva bisogno di lei. Che era la sua presenza a farmi diventare forte. Abbiamo passato interi pomeriggi a confabulare contro il mondo, contro a quelle persone che tanto ci sembravano infantili e adesso lei era una di loro.
Ho bisogno di scrivere, di sfogarmi, di farle capire quello che mi sta facendo... magari si accorgerà dei suoi errori...
"Ho sempre pensato che un’amicizia nasca dal rispetto, dalla sincerità, dall’amore.
Nella mia vita ho avuto momenti bui molto lunghi, difficili da capire da chi non ha vissuto come me. Ci sono stati avvenimenti che mi hanno fatto diventare più grande dell’età che avevo e persone che mi hanno avvelenato il cuore.
Fin da piccola ho capito che per sopravvivere dovevo cavarmela da me, senza dover ricevere sostegno fasullo dagli altri.
Questo mi ha fatto diventare, dalla bella bambina solare, in una ragazzetta che combatte contro il mondo intero.
In torno a me vedevo gente falsa, subdola e infantile che si considerava mia amica e diceva di capirmi. Ma quando non ero presente, ero spesso oggetto di risate e insulti.
Nella vita non penso di aver mai vissuto come avrei voluto. Molti potrebbero dire che non ho i cosiddetti “coglioni”, che invece di reagire ho subito…
No, si sbagliano. Io sono rimasta, ho lottato contro persone che credevano di fregarmi, di potermi muovere come una bella marionetta… Ho tirato avanti con le mie sole forze.
Ho lottato contro perone che pensano che avere mille amici, significasse essere interessanti; desiderati; amati; indispensabili… Credevano che andare in discoteca, ubriacarsi, farsi canne e avere sempre una donna diversa, li rendesse i migliori…. Credevano che se uno non studiava, o era un pezzente o era un’artista incompreso…. Credevano che il miglior lavoro al mondo fosse andare a fare il tronista o il calciatore per avere belle donne per se…
Pensavano e pensano di essere i migliori e mi guardano come se fossi una nullità…
Mi sono fatta il culo per apparire forte, indipendente e uscire da simili battaglie senza il minimo danno… ma per questo ovviamente sono stata confinata nel mio angolino buio.
E mentre tutti erano fuori a giocare a fare i grandi calciatori, io ero a casa… da sola… a giocare per conto mio. A combattere con i denti e le unghie anche nel mio stesso rifugio…
La mia vita è sempre stata abbastanza misera e non intendo per i soldi, ma per rapporti sociali.
Per me, la scelta di un amico, è sempre stata una cosa scrupolosa, basata su pochi ma sani principi. Ma non tutti ne dispongono.
È una cosa che nasce all’istante ma viene messa in prova per molto tempo.
Per me un amico deve essere come un familiare.
Pensa che in casa c’è gente che si spaccia per un componente della mia famiglia, quando in realtà per me non vale niente…
Devo potermi fidare, perché non voglio che quando gli racconto qualcosa di personale, poi vada a dirlo ai 4 venti. Deve essere sincera, perché non voglio che invece di dirmi quello che non va, faccia un gran sorriso finto e poi sparli alle mie spalle. Deve accettarmi così come sono, perché non potrò cambiare più, e soprattutto non ci proverò nemmeno per uno che pretende di farlo. Deve non aver paura di litigare con me, perché è dal lì che si trovano le soluzioni. Deve fidarsi di me, perché senza quella non si va da nessuna parte. Deve essere se stessa, perché è per quel motivo che la voglio come amica/o.
Intorno a me, non ho molti amici, ma sono sicura che di quei pochi di loro posso sempre fidarmi e so che saranno sempre lì.
Ed è per questo che ora sono qui a scrivere… o almeno, non so con certezza perché ma sono qui.
Perché con te non so mai… ammetto che all’inizio è stato difficile digerirti. Tu eri stata l’amante dell’unica persona che amo. Ti piaceva anche se amavi Simone. Ed eri riuscita a fare quello che io non ero mai riuscita a trovare il coraggio di fare.
Ammetto anche, che mi sono fatta un’idea perversa su di te… e che la sera che ti ho incontrata per la prima volta, avrei voluto staccarti la testa urlandoti di stargli alla larga.
Poi ti ho incontrata ancora e ancora… alla fine in te ho riconosciuto un po’ di me.
Abbiamo passato momenti difficili, tu più di me, ma hai avuto la fortuna di avere alle spalle delle persone che ti aiutavano. Questa è stata la nostra differenza. Per quanto la gente ti facesse del male, sapevi che vicino a te avevi qualcuno che ti consolava, ti aiutava… loro hanno vissuto insieme a te la tua tragedia. In quel periodo buio, avevi la certezza che qualunque cosa accadesse, avevi uno spiraglio i luce pronto a soccorrerti.
Non sono stata così fortunata. Non ho passato tragedie come le tue, ma io le ho affrontate senza nessuno. Non che non ci fosse assolutamente nessuno che mi ascoltasse, ma erano troppo lontani per difendermi da chi ha cercato e mi ha fatto del male.
Così sono venuta su robusta ma vuota.
Posso sopportare il vero dolore fisico, perché l’ho già provato mille volte. Posso sopportare la solitudine, in fondo ho passato molto tempo con me stessa. Posso sopportare le beffe contro di me. Posso tollerare quasi tutti i tipi di dolore emotivo, ho sofferto in molti modi e ho imparato a nasconderlo. Posso essere privata di mille cose, tanto nulla di ciò che mi è stato tolto era indispensabile.
Ma ho un piccolo grande difetto. La paura di non saper fare.
Vale per ogni cosa. Sentirmi inferiore a qualcuno mi rende pazza. Ma allo stesso tempo mi maledico perché cose del genere vanno contro i miei principi.
Ma il timore è lì. Il timore di non essere simpatica o spiritosa. Di non riuscire ad amare correttamente. Di non saper fare qualcosa che piace molto ad un’altra.
Mi sento inadeguata su tutti i fronti. E tu peggioravi le cose. Quando mi parlavano di te, sembravi la donna perfetta, questo non lo digerivo. A volte è ancora così.
Domenica sono stata male, tu eri quella che comunque aveva fatto. Io era quella che cercava scuse.
Le lacrime scendono, i ricordi fanno male...
I nostri problemi sono incominciati quel giorno lì.
Quella maledettissima Domenica, l'inizio di un incubo... Il mio incubo personale. [...]

Nessun commento:

Posta un commento

“Ciò che è stato scritto senza passione verrà letto senza piacere”
(Samuel Johnson)

Goodreads

2017 Reading Challenge

Red Kedi has read 0 books toward her goal of 100 books.
hide

Red Kedi's bookshelf: read

Florence Foster Jenkins
liked it
tagged: cartaceo and case-editrici
Speciale oroscopo Natale
liked it
tagged: case-editrici
Suki-tte Ii na yo, Volume 14
it was amazing
tagged: cartaceo and manga
Suki-tte Ii na yo, Volume 13
it was amazing
tagged: cartaceo and manga

goodreads.com

Visualizzazioni totali

Riconoscimenti

Riconoscimenti

Advertising

Advertising

Contact Us

Nome

Email *

Messaggio *