lunedì 15 aprile 2013

Sparlando di...... #2

Buongiorno Pulcini miei!
Scusate se lunedì scorso non ho postato questa puntata ma come avrete avuto modo di notare, ultimamente sono stata poco presente. Quindi per farmi perdonare, oggi metto quello che dovevo mettere settimana scorsa e quella di oggi :D


Warm bodies di Marion Isaac
"R è uno zombie in piena crisi esistenziale. Cammina per un'America distrutta dalla guerra, segnata dal caos e dalla fame dissennata dei morti viventi. R, però, è ancora capace di desiderare, non gli bastano solo cervelli da mangiare e sangue da bere. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, la sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, eppure dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di meraviglia e nostalgia. Un giorno, dopo aver divorato il cervello di un ragazzo, R compie una scelta inaspettata: intreccia una strana ma dolce relazione con la ragazza della sua vittima, Julie. Un evento mai accaduto prima, che sovverte le regole e va contro ogni logica. Vuole respirare, vuole vivere di nuovo, e Julie vuole aiutarlo. Il loro mondo però, grigio e in decomposizione, non cambierà senza prima uno scontro durissimo con..."


Sparliamo un pò... Dopo la brusca accelerata temporale a cui abbiamo assistito alla fine del primo capitolo, il tempo ricomincia a scorrere a velocità normale ed è di nuovo ora di cena per il nostro R.
Così va in cerca del suo amico M. e lo trova nell’area ristoro assieme a delle ragazze. Sembra che questo M. abbia successo con le donne, a quanto pare per merito della sua dizione migliore della media…uhm…forse è un criterio che anche le signorine normali dovrebbero adottare, alcuni ragazzi fanno cascare le braccia appena aprono bocca!
Comunque M. è proprio un macho, sempre circondato da ragazze e sempre rimasto celibe, ed R vorrebbe tanto scoprire il suo segreto o, usando parole sue, “vorrebbe sedersi con lui e piluccargli un pezzo di cervello per assaggiarne i pensieri”.
Bleah…
Ma torniamo a noi…R. riesce in qualche modo a formare un piccolo esercito zombie per andare a caccia e, insieme a loro, barcolla verso la città.
Il gruppetto scova una piccola comunità di Vivi che si nasconde all’interno di un malmesso grattacielo e, nonostante questi siano di poco meno numerosi dei nostri zombie, si ritrovano ad avere la peggio e a fare da cibo.
Da qui le cose diventano un poco disgustose, tra sangue, arti strappati, carni lacerate, cervelli…
Ad un certo punto R. agguanta un ragazzo per le caviglie, mandandolo a sbattere contro lo spigolo di una scrivania. Questo provoca una frattura nel cranio dello sventurato giovane e il nostro amico viene tentato da un succulento e pulsante…cervello.
Cervello sul quale non esita a tuffarsi, come io mi tufferei in una bacinella piena di caramelle gommose, e a banchettare felice. E qui succede una cosa strana, R. ha delle visioni, dei frammenti di vita del giovane, i suoi ricordi; tra questi ricordi ci sono delle immagini nelle quali compare una ragazza bionda, molto bella, di nome Julie.
Quando R. si riprende dalla sbronza di neuroni, vede la stessa ragazza accovacciata su di un tavolo, che urla terrorizzata all’avvicinarsi di M.
R. non resiste, dà uno spintone all’amico e dice “No, Mia”. Quando M. rivolge altrove la sua attenzione, lui si avvicina alla ragazza tentando di assumere un’espressione poco minacciosa.
Il risultato è talmente scontato da essere divertente: lei urla e gli pianta un coltello in fronte. Purtroppo per lei, non ci mette molta forza, e il coltello penetra solo per un paio di centimetri.
Per tentare di tranquillizzarla, R. la chiama per nome.
La ragazza è sconvolta: prima questo zombie si mangia il suo fidanzato e poi la chiama pure per nome!!
Detto tra noi, però…c’è un limite a tutto, anche allo sconvolgimento emotivo: possibile che questa tizia sia talmente sconvolta da permettere non solo che questo cannibale in putrefazione la tocchi, ma anche che le spalmi addosso dello schifo nero non meglio identificato (forse per mascherare il suo odore da Viva) e la porti con se verso la grande e trapassata comunità??
Chissà la sua sorpresa quando finalmente uscirà (se mai ne uscirà) dal suo stato catatonico!

Sparliamo un pò...  Il nostro amico R. arriva all’aeroporto con la sua “prigioniera di guerra” e, tra gli sguardi indagatori dei suoi compari, la conduce nel 747 commerciale all’interno del quale ha costruito il suo rifugio.
“Se sapessero cosa sto facendo veramente” dice “reagirebbero in modo molto meno contenuto”.
Già, spiegalo anche a noi cosa stai facendo, caro il nostro R…non ci abbiamo ancora capito nulla…
Ci dici che di solito un Vivo non viene mai trasformato intenzionalmente in uno zombie, che non si fa…quindi? Quali sono le tue intenzioni?
R indica a Julie una poltrona e lei, ancora in stato catatonico, si siede.
R ha intenzione di farle capire, aiutandosi con dei gesti, che con lui è al sicuro e che non ha nessuna intenzione di mangiarla; il messaggio non risulta però molto efficace, e la ragazza emette un gemito terrorizzato: certo, sta osservando uno zombie che la indica e subito dopo indica i suoi denti sporchi di sangue…va bene che scuote anche la testa, ma la gestualità è sicuramente moolto inquietante!
R. tenta un altro tipo di approccio e, per tranquillizzare Julie, le fa ascoltare un disco di Frank Sinatra mentre le dice: “tenere te al sicuro”.
Forse ci siamo, la donzella è finalmente uscita dallo stato di shock, l’espressione del suo viso cambia e riesce ad articolare una domanda: “Chi sei tu?”
Bella domanda, cara, non lo sa nemmeno lui! Per tutta risposta infatti, R. si gira e se ne va.
Arrivata a questo punto ho pensato: beh, non riuscendo a risponderle, sarà andato in cerca di un’idea per spiegare a questa ragazza chi è lui e perché diavolo se l’è portata con se…
Invece no, il nostro R. gira le spalle, sembra dimenticarsi di Julie e se ne va a trovare M, che vive nel bagno delle donne.
All’arrivo del nostro defunto eroe, M. è intento a guardare in tv un film porno…nessuno sa chi lui fosse da vivo, ma certe abitudini sono dure a morire, mi sa… I due si accomodano in un angolo e si dividono un cervello, masticando in silenzio e “gustandosi” i ricordi dell’ormai ex proprietario della materia grigia. Ma R ha in serbo per se stesso anche un boccone molto speciale, l’ultimo pezzetto rimasto del cervello del ragazzo di Julie, e non è disposto a dividerlo con nessuno.
Dai ricordi del ragazzo capiamo che c’era già qualcosa che non andava, nel mondo, prima che venisse invaso da zombie…i due ragazzi guardano il cielo e si ricordano di quando gli aeroplani lasciavano le loro scie bianche tra le nuvole. Di nuovo affiora la stessa domanda: cosa è successo? Perché ad un certo punto gli aeroplani hanno smesso di volare? In che modo è cambiata la vita?
Quando R. torna a casa, è determinato a scusarsi con Julie per aver ucciso (e mangiato) il suo uomo, ma lei gli rivolge un’altra sconcertante domanda: “Perché mi hai salvata? Perché io?”
Cara Julie, temo che tu abbia posto di nuovo un quesito senza risposta, anzi…la risposta è come quella di prima: R. si gira e se ne va.
Decisamente un uomo…ops, un ex uomo di poche parole, il nostro amico!

Veronica

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