lunedì 22 aprile 2013

Sparlando di...... #3

Ben ritrovati Pulcini miei. Oggi c'è sempre Sparlando di... 
Lascio il posto alla mia cara Veronica che vi intratterrà con altri due capitoli del libro di settimana scorsa.....



Warm bodies di Marion Isaac
"R è uno zombie in piena crisi esistenziale. Cammina per un'America distrutta dalla guerra, segnata dal caos e dalla fame dissennata dei morti viventi. R, però, è ancora capace di desiderare, non gli bastano solo cervelli da mangiare e sangue da bere. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, la sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, eppure dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di meraviglia e nostalgia. Un giorno, dopo aver divorato il cervello di un ragazzo, R compie una scelta inaspettata: intreccia una strana ma dolce relazione con la ragazza della sua vittima, Julie. Un evento mai accaduto prima, che sovverte le regole e va contro ogni logica. Vuole respirare, vuole vivere di nuovo, e Julie vuole aiutarlo. Il loro mondo però, grigio e in decomposizione, non cambierà senza prima uno scontro durissimo con..."

Sparliamo un pò... Capitolo breve, dedicato ai ricordi del giovane Perry, il ragazzo di Julie, lo spuntino per zombie, ricordate?
Il mistero sul triste destino della Terra si infittisce…assistiamo alla fuga di Perry con il padre; dietro di loro solo fumo, fiamme e distruzione. Perry chiede notizie della madre, ma il padre lo rassicura: “Ci ho pensato io, non tornerà, non sarà come loro. Tu devi ricordartela com’era, siamo noi a farla vivere, non una stupida maledizione”.
Lo scenario cambia e vediamo Perry e Julie rifugiarsi all’interno di un palazzo e osservare il comportamento di uno zombie dalla finestra.
Questi si comporta in modo strano, forse troppo strano anche per uno zombie: barcolla in tondo, va a sbattere ovunque e poi collassa a terra dove rimane, immobile.
Julie è confusa: “E’ morto??”
Beh, più morto di prima sicuramente…

Sparliamo un pò... R. viene scovato da sua moglie mentre se ne sta rannicchiato per terra, in un angolo, immobile e con gli occhi aperti. “Raramente mi concedo di sembrare così cadavere” ci dice il nostro amico.
Ma che significa? È un po’ come se noi dicessimo: “oggi voglio sembrare vivo”. Non ha alcun senso, tu sei cadavere tanto quanto io sono viva e il fatto che tu stia camminando non cambia il fatto che tu sia morto! O mi sbaglio?
Ad ogni modo…come ogni moglie che si rispetti, la dolce metà di R. lo richiama severamente all’ordine. Mentre lui urla parole sconnesse, lei lo zittisce con uno sguardo terrorizzato e duro allo stesso momento, come se volesse dirgli: “hey, la vuoi piantare? Sono tua moglie e non ti vedo da un sacco di tempo e, come se non bastasse, te ne stai infischiando dei tuoi figli!”
R. sembra capire l’antifona e segue sua moglie senza fiatare. Un’arpia è pur sempre un’arpia, che essa sia viva o morta…
Il nostro defunto amico viene condotto in un ex negozio di libri dove, da dietro uno scaffale, spuntano i due marmocchi, ognuno dei quali rosicchia un avambraccio come se si trattasse di una pannocchia.
Un grugnito della madre e scattano subito sull’attenti, pronti ad affrontare il primo giorno di scuola.
Scuola??? Quando ho letto questa cosa non ci potevo credere…esiste una scuola per zombie! E cosa mai si insegnerà ai bambini in quella scuola? La composizione di terriccio che li ricoprirà? Come non perdere arti in giro? Rallentare la decomposizione: realtà o utopia?
Nulla di tutto ciò…alla Zombie-School si insegna ad uccidere. Ai “piccoli” viene insegnato come eliminare un essere umano senza trasformarlo in un morto vivente. Utile lezione, il sovraffollamento è una problematica molto sentita…
Dopo aver dato supporto ai suoi figli durante le lezioni, R. torna nel suo aereo, trovando Julie profondamente addormentata sulla poltrona.
Dolcemente la sveglia e le chiede come sta, ricevendo come risposta un secco: “Secondo te come sto?”. Beh, dovevi aspettartelo, caro il mio R. non hai mica catturato una pianta grassa, questa povera ragazza ha bisogno di camminare, di prendere un po’ d’aria ma soprattutto di mangiare.
Mangiare? R. è confuso, forse lei vuole un braccio? Oppure vuole mangiare se stessa, dato che è viva? Ad un certo punto gli si accende una lampadina (era ora…): mangiare! Julie vuole del cibo, e del cibo vero! Ma non basta…Julie vorrebbe anche andarsene da lì. R è però irremovibile: fuori è pericoloso, ci sono altri zombie…(ma non mi dire…).
Lei ha anche un’altra domanda: “come fai a sapere il mio nome?” Ecco…ora voglio proprio sentire cosa rispondi. Ma R. non risponde; per la terza volta si gira e se ne va.
Julie però è molto testarda e decide di seguirlo, quantomeno per indicargli quale tipo di cibo le piace. Sorpreso, R. acconsente e le fa capire che, se non vuole essere mangiata, deve comportarsi come una morta, strascicando i piedi e lamentandosi.
Julie ubbidisce e i due si incamminano lentamente verso…verso dove? Dove la stai portando, R.?
Veronica

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(Samuel Johnson)