lunedì 24 giugno 2013

Sparlando di...... #9

Buon lunedì pulcini... iniziamo il conto alla rovescia?

Warm bodies di Marion Isaac

"R è uno zombie in piena crisi esistenziale. Cammina per un'America distrutta dalla guerra, segnata dal caos e dalla fame dissennata dei morti viventi. R, però, è ancora capace di desiderare, non gli bastano solo cervelli da mangiare e sangue da bere. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, la sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, eppure dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di meraviglia e nostalgia. Un giorno, dopo aver divorato il cervello di un ragazzo, R compie una scelta inaspettata: intreccia una strana ma dolce relazione con la ragazza della sua vittima, Julie. Un evento mai accaduto prima, che sovverte le regole e va contro ogni logica. Vuole respirare, vuole vivere di nuovo, e Julie vuole aiutarlo. Il loro mondo però, grigio e in decomposizione, non cambierà senza prima uno scontro durissimo con..."

Sparliamo un pò... Dopo una notte passata di nuovo a zonzo tra i ricordi del povero Perry, le prime luci dell’alba svegliano R.
Le ragazze dormono ancora, così lui, per non disturbarle, si alza e muove qualche passo per sgranchirsi le gambe intorpidite. Non sapendo cosa fare, si mette a sfogliare un libro di anatomia che Nora sta studiando e poi esce sul balcone, osservando affascinato la vita dei Vivi, così diversa da quella dell’aeroporto, dove ognuno si muove aspettando semplicemente che le cose accadano…

Al loro risveglio, le ragazze trovano R ancora lì con loro e lui le osserva, pensando (e fortunatamente solo pensando) di non avere mai visto Julie così poco carina, con gli occhi gonfi e i capelli da pazza.
Ma dico, ti sei guardato allo specchio per caso? Credi davvero di assomigliare a Paul Newman?

E ora che si fa? R, una volta tanto, ha una risposta pronta per questa domanda: “voglio vedere la tua città”. E’ pericoloso, qualcuno potrebbe notare qualcosa di strano, ma R ha già ingannato le guardie e potrebbe riuscire ad ingannare anche tutti gli altri.
Manca solo quel tocco in più che lo renda ancora più simile ad un Vivo…

Nora riesce a convincere Julie a fare un tentativo e le due ragazze si mettono all’opera.
Lavano e tagliano i capelli a R e gli spazzolano i denti (con risultati molto scadenti, ma sempre meglio di niente, no?).
Poi tentano di fargli indossare degli abiti di Julie dal taglio maschile ma lui, essendo più grande di lei, strappa le cuciture e fa saltare i bottoni “come un culturista” dice. Uno zombie modesto, non c’è che dire. Fallito il tentativo di cambiare abito, le ragazze corrono a lavare e rammendare i suoi vestiti e, nell’attesa, R decide di farsi una doccia e di eliminare mesi e mesi di sporco e di sangue restituendo alla sua pelle il suo meraviglioso colorito grigio-morte.
Come ultimo tocco di classe, una molto generosa spruzzata di deodorante per uomo: “almeno terrà lontani i cani” dice Nora in risposta alle proteste di Julie che non vorrebbe usare così tanto profumo perché “lui non puzza”.
Povera Julie, temo che la ragazza soffra di sinusite cronica…

Fase finale di questo “estreme makeover zombie edition” è il trucco: dopo strati e strati di cerone, correttore e colori vari, il nostro amico sembra quasi vivo.
Nora contempla il risultato ed esclama: “sembri…figo! Posso averlo, Julie? Solo per una notte!” cos’è, la necrofilia è diventata una moda?

Anche lei soddisfatta del risultato, Julie dice: “Ok, pronto a vedere cosa ne è stato dell’umanità da quando te ne sei andato?”

Anche noi siamo curiosi…


Sparliamo un pò... Per il nostro moderno Dante ha inizio il tour nel mondo dei Vivi: la loro esistenza è triste tanto quanto quella degli zombie…vivono ammassati in uno Stadio, in mezzo alla sporcizia; producono meno di quello che consumano ed il resto lo colmano con la carboteina, una sorta di alimento chimico; molti di loro sono malati o menomati.

Durante il giro guidato le due ragazze chiacchierano e si stuzzicano a vicenda e, ad un certo punto, apprendiamo che l’ultimo paese sulla terra (forse la Svezia, Nora e Julie non si ricordano bene) è collassato: il mondo è ufficialmente deserto.
Torna prepotente la domanda: cosa è successo al mondo?

Il percorso li porta verso il cimitero, “dove seppelliamo…quel che resta di noi” dice Julie accompagnando R davanti ad una tomba, la tomba di sua madre.
Julie racconta che non sa cosa sia successo di preciso, un giorno sua madre è semplicemente uscita dallo Stadio e non è più tornata…ne hanno trovato i pezzi ma nella tomba non c’è nulla.
Forse, dice lei, le mura dello Stadio erano troppo strette per sua madre, forse all’interno di quel freddo rifugio non c’era niente per cui valeva la pena di vivere, nemmeno la sua famiglia.
Dagli occhi di Julie cominciano a scendere calde lacrime e R si precipita a consolare la sua bella, dicendole “Tu sei viva. Per te vale la pena vivere”.

Dopo un bel pianto rigenerante, Julie si sente dare da Julie una bella notizia: “Vicino a casa mia ho visto un cespuglio di fiori da campo. Stanno crescendo in un fosso”.
Questa umanità distrutta mi fa sempre più pena…

Ad un certo punto, mentre il gruppetto sta uscendo dal cimitero, R si ferma e cambia direzione iniziando ad arrampicarsi per una collina diretto verso una lapide rettangolare.
Si ferma davanti alla tomba, poi sembra sentirsi male e…ci cade dentro??
Veronica

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