lunedì 1 luglio 2013

Sparlando di...... #10

Buongiorno! Siamo veramente agli sgoccioli....

Warm bodies di Marion Isaac

"R è uno zombie in piena crisi esistenziale. Cammina per un'America distrutta dalla guerra, segnata dal caos e dalla fame dissennata dei morti viventi. R, però, è ancora capace di desiderare, non gli bastano solo cervelli da mangiare e sangue da bere. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, la sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, eppure dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di meraviglia e nostalgia. Un giorno, dopo aver divorato il cervello di un ragazzo, R compie una scelta inaspettata: intreccia una strana ma dolce relazione con la ragazza della sua vittima, Julie. Un evento mai accaduto prima, che sovverte le regole e va contro ogni logica. Vuole respirare, vuole vivere di nuovo, e Julie vuole aiutarlo. Il loro mondo però, grigio e in decomposizione, non cambierà senza prima uno scontro durissimo con..."

Sparliamo un pò... Il nostro amico R non è caduto in una tomba, come abbiamo temuto alla fine del precedente capitolo, bensì nel baratro dei ricordi di Perry.

E noi, insieme ad R, seguiamo il corso dei suoi pensieri che lo riportano al suo ultimo giorno di vita: Perry si sta preparando per la sua prima missione da caposquadra e il suo compito sarà quello di guidare una squadra incaricata di recuperare viveri per il sostentamento della comunità.

Poi R riprende a fluttuare nelle tenebre e si ritrova nel suo 747 in volo, con Perry alla guida. Davanti alla sua espressione smarrita, Perry gli dice che ha “modificato” i suoi ricordi in modo da renderli più confortevoli per R.
Parte quindi un discorso delirante, alla fine del quale i due giungono alla conclusione che Perry è diventato non solo parte di R, ma che R rappresenta il Perry più vecchio e più saggio, mentre il Perry che è morto era il Perry ragazzino.
E poi boh, ad un certo punto mi sono persa…
Quando ho ripreso il filo del discorso l’aereo stava precipitando ma, invece dell’impatto con il suolo accade che…R ritorna alla realtà e si ritrova in piedi davanti ad una tomba insieme alle preoccupatissime Julie e Nora.

Ma le preoccupazioni, quelle vere, devono ancora arrivare. R si è appena svegliato dalla sua catalessi quando, dall’entrata del cimitero, arriva a passo di marcia il generale Grigio, il padre di Julie.
Dopo aver salutato velocemente la figlia, il generale nota R e lo squadra da capo a piedi. Poi estrae il Walkie-Talkie e, senza staccare lo sguardo da lui, chiede conferma alla guardia della descrizione del tizio che, il giorno prima, si è introdotto senza autorizzazione nello stadio.
Julie e Nora riescono, con un’abile bugia, a convincere il generale a non arrestare R; lui non si fida, ma vuole credere alle due ragazze e lascia in pace R, almeno per il momento…non sono del tutto convinta che la cosa tra quei due finirà qui…

Dopo aver freddamente annunciato a sua figlia che starà via qualche giorno, il generale si allontana lasciando i tre ragazzi a tirare un lungo sospiro di sollievo.


Sparliamo un pò... Dopo l’incontro con il padre di Julie al cimitero, i tre si avviano verso quello che le ragazze chiamano “il frutteto”. In realtà questo posto non ha nulla a che vedere con alberi e prati verdi, bensì è l’unico luogo all’interno dello stadio che ricorda un pub.
Per arrivarci il nostro trio si inerpica per scale e passerelle pericolanti che li conducono in un posto squallidissimo, dove trasmettono spezzoni di partite di calcio rimescolati per dare l’illusione che sia sempre una partita diversa e servono solo succhi di frutta perché l’alcool è stato bandito.

R si guarda intorno e in quell’umanità derelitta rivede gli antichi Ossuti, immutabili ed immobili, e all’improvviso gli balena un’idea: e se riuscissimo a farli deragliare? Se si riuscisse a scuoterli dal loro torpore?

Julie ordina succo di pompelmo per tutti e, prima che R e Nora possano toccare i loro, prende i bicchieri e li porta in bagno, dove aggiunge un po’ di alcool di contrabbando.
Un brindisi tira l’altro e i tre si ritrovano presto ben più che alticci.
Ad un certo punto, R sente una strana sensazione, qualcosa che non provava da moltissimo tempo: ha bevuto e deve fare pipì. Va in bagno, tira giù la cerniera e si perde in riflessioni osservando il suo “mitico strumento della vita, della morte e del primo appuntamento”, come lo chiama lui, che penzola moscio ed inutile e regalandoci immagini molto poetiche…

Uscito dal bagno R vede due uomini infastidire le due ragazze; loro se la cavano egregiamente e li cacciano via, ma quando R si avvicina gli chiedono di lasciarle sole.
Lui esce barcollando e viene raggiunto dai due energumeni che attaccano bottone con battutine idiote su Nora e Julie…ma i due non sanno di aver toccato il tasto sbagliato: ben presto, infatti, si ritrovano con la faccia fotografata contro il muro del bar e crollano a terra privi di sensi.

R è ubriaco e inizia a vagare senza meta, arrivando vicino alle mura dello Stadio. Laggiù ci sono due guardie ed R si rende improvvisamente conto di avere fame, molta fame; in più, la pioggia ha lavato via il trucco e lui sembra esattamente quello che è: uno zombie.
Anche le guardie sembrano accorgersene e si insospettiscono all’avvicinarsi di quell’individuo barcollante, ma R non ha nessuna intenzione di farsi uccidere: accecato dall’alcool e dalla fame R attacca una delle due guardie ma non ha il coraggio di ucciderla (hai creato un altro zombie, lo sai?).

Ancora sconvolto ed inebriato dal sangue e dall’adrenalina, corre verso la casa di Julie dove incontra le due ragazze che tornano a casa, anch’esse barcollando.
Julie si avvicina a R e gli chiede (e qui, ho avuto un brivido d’orrore…) se può baciarlo. Per tutta risposta R la prende per mano e la porta fuori, la porta a casa della signora Grau, che accoglie gli orfani dello Stadio. Una volta entrati la conduce in quella che era la stanza di Perry e, guidato dallo spirito del ragazzo che ha preso dimora nella sua testa, apre un cassetto e consegna a Julie il manoscritto del romanzo che Perry stava scrivendo e che aveva dedicato a lei.

Julie legge il romanzo incompiuto, poi senza parlare lo rimette nel cassetto e abbraccia R dicendogli: “Ti perdono”. Allora lei aveva sempre saputo che lui era l’assassino di Perry!
Veronica

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