venerdì 13 giugno 2014

Tanabata - 1°parte

Tanti e tanti anni fa c'era un luogo che ai giorni nostri viene chiamato Via Lattea. Questa era suddivisa in due mondi: uno di essi era abitato dagli esseri umani e l'altro era la regione riservata alle divinità.

Il mondo degli uomini era ad occidente, mentre ad oriente c'era il mondo delle divinità, e non c'era mai modo d’incontrarsi tra gli uni e gli altri. Nella zona occidentale viveva un giovane bellissimo chiamato Kengyû, che conduceva ogni giorno le mucche al pascolo essendo il suo mestiere quello di mandriano e, praticamente, passava le sue giornate con loro.
Nella zona orientale, dove vivevano le divinità, c'erano le sorelle della splendida Orihime che, insieme a lei, tessevano abiti preziosi. Orihime era la più giovane delle sorelle ed oltre ad essere straordinariamente bella aveva un'abilità eccelsa nell'arte della tessitura. Kengyû ed Orihime vivevano ciascuno nella zona riservata a loro nella vastissima Via Lattea.
Un giorno, tuttavia, Kengyû con le sue mucche stava percorrendo i prati del cielo e, senza accorgersene, si trovò nella zona orientale della via lattea. Proprio in quel momento Orihime e le sue sorelle stavano facendo il bagno dopo che avevano deposto sui rami degli alberi i loro splendidi kimono di seta. Kengyû rimase affascinato dalla figura delle belle sorelle e non sapeva che erano delle divinità. Era una vista incantevole.
Kengyû era soprattutto attratto dalla più giovane delle sorelle e il suo cuore venne rapito dalla sua bellezza. I suoi occhi erano quelli di un giovane che per la prima volta era illuminato dal fuoco dell'amore.
Una delle mucche, che lo stavano osservando in quello stato, gli sussurrò a bassa voce in un orecchio:
" Kengyû, e se portassi via il kimono di quella ragazza…?"
Appena a Kengyû arrivò questo suggerimento, prese i vestiti di Orihime dal ramo dell'albero dove erano appesi e, proprio come la mucca aveva proposto, li nascose dietro ad un masso di roccia.
Appena Orihime uscì dall'acqua del fiume, andò in cerca dei suoi vestiti e fu molto sorpresa e preoccupata nell'accorgersi che il suo kimono non c'era più.
Alle sorelle, senza farsi accorgere di essere senza vestiti:
"Verrò da voi più tardi", disse e si acquattò nuda in quel posto, dal momento che senza il kimono di seta non riusciva a volare.
A un certo punto sentì una voce di dietro che la chiamava.
"I tuoi vestiti sono qua. Prima, però, ho un favore da chiederti".
Voltandosi in direzione della voce appena ascoltata, Orihime vide il giovane che stava in piedi e gli mostrava le spalle.
"Mi piacerebbe se tu diventassi mia moglie", disse Kengyû, sospinto dall'amore.
"Io devo tornare al cielo".
Il giovane si voltò a guardare il volto di Orihime che aveva nascosto il corpo dietro la roccia.
"Mi piacerebbe che tu diventassi mia moglie".
Nel vedere il viso di Kengyû, la sua figura virile e il bellissimo sguardo, Orihime sentì il cuore battere d'amore per lui e decise di accettare la sua proposta.
In cuor suo, comunque, c'era anche la speranza di riavere il suo kimono.
Dopo non molto tempo, ai due nacquero una bambina e un bambino. Orihime, nel frattempo, non era tornata neanche una volta a casa e viveva con Kengyu che si sentiva felice. Anche i fanciulli, che erano loro nati e che erano circondati dall'affetto della dolce madre e da quello del padre, erano ugualmente felici
Una divinità femminile che viveva sulla montagna di Konron, quando venne a sapere che Orihime viveva nel mondo degli esseri umani e che, anzi, aveva perfino dato vita a dei bambini con un uomo, s'infuriò e digrignò i denti. Era, infatti, gelosa di quanto stava accadendo ad Orihime.
"Non lo si può permettere. Porta indietro Orihime il più presto possibile!", disse al messaggero che aveva mandato dal cielo e così a forza costrinse Orihime a tornare nel suo mondo.


---CONTINUA--- a venerdì 5 Settembre

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