mercoledì 11 febbraio 2015

La betulla incantata

C'erano una volta un uomo e una donna che avevano un'unica figlia. Un giorno accadde che una delle loro pecore si smarrì, e allora la cercarono ovunque, in ogni angolo del bosco. La brava donna incontrò alla fine una strega, che le disse: "Bada, donna, se solo mi sputi sul coltello o mi passi tra le gambe, ti trasformo in una pecora nera." La donna non fece nessuna delle due cose, ma la strega la trasformò lo stesso in una pecora, poi prese le sembianze della sua vittima, e gridò al marito: "Ho trovato la pecora! Ho trovato la pecora!" L'uomo non si accorse di nulla, e credette che quella fosse sua moglie, mentre ignorava che la vera moglie era la pecora, così la riportò a casa, contento e sollevato per aver ritrovato la pecorella smarrita. Quando furono a casa, la strega disse all'uomo: "Senti, bisogna ammazzare quella pecora prima che scappi un'altra volta." L'uomo, che era un tipo tranquillo e conciliante, non fece obiezioni e disse: "Va bene, come vuoi." La ragazza però aveva sentito tutto, e corse dalla pecora e le disse: "Mammina mia, vogliono ucciderti!" "Se lo fanno, non mangiare la mia carne, ma conserva bene tutte le mie ossa, fai una buca nel terreno e seppelliscile."

Poco tempo, infatti, la pecorella nera fu uccisa. La strega fece una zuppa di piselli con le sue carni, e la mise davanti alla figliastra; ella però si ricordò bene delle parole della sua mamma, e non toccò con un dito la zuppa, ma portò gli ossicini della pecora sul bordo del campo e li seppellì, e proprio lì, dove essa aveva seminato, di lì a poco spuntò su una bellissima betulla.

Passò un pò di tempo, tanto o poco non si sa, quando un giorno la stregaccia, che nel frattempo aveva avuto un figlio, cominciò a nutrire rancore nei confronti della figliastra e a tormentarla in tutti i modi possibili. Un giorno ci fu un grande festival presso il castello reale, e il re aveva fatto rilasciare un editto in cui si proclamava che l'invito era rivolto a tutti, e l'editto diceva così:

"L'invito è rivolto a tutte le genti, siano esse povere e misere, cieche o storpie. Vengano tutti, che sia da terra o dal mare."

E così tutti i reietti, i mutilati, i ciechi e i più miseri furono invitati a palazzo. Anche in casa dell'uomo c'era fermento e si facevano i preparativi per partecipare; la strega disse al marito: "Vai avanti tu intanto, con la nostra figlia più giovane, mentre io do del lavoro da fare alla grande, così non rimarrà in ozio." Così il buon uomo prese la figlia minore e si avviò al palazzo. La strega intanto accese il fuoco, poi buttò una gran quantità di chicchi di grano tra la cenere, e disse alla ragazza: "Bada, se non dividi tutti questi chicchi d'orzo dalla cenere e non li rimetti a posto prima che faccia notte, ti mangio!" Ciò detto si affrettò a raggiungere il marito e la figlia, e la povera ragazza rimase sola a casa a piangere. Allora provò con tutta la buona volontà del mondo, a raccogliere i chicchi sparsi nella cenere, ma si accorse ben presto di quanto fosse inutile e senza possibilità di riuscita il suo tentativo. Così profondamente addolorata andò presso la betulla dove si trovava la tomba della sua mamma, e pianse tanto, al pensiero della sua povera mamma morta che giaceva sotto la zolla erbosa, che non poteva più aiutarla. All'improvviso sentì la voce di sua madre parlare da sottoterra, e disse: "Perché piangi, figliola mia?" "La strega ha sparpagliato tanti chicchi d'orzo nella cenere, e mi ha minacciato di mangiarmi, se non riuscirò a dividerli e a rimetterli a posto prima che faccia notte," disse la ragazza, "per questo piango, mammina mia." "Non piangere, bimba mia," disse la madre, consolandola. "Prendi uno dei miei rami, spezzalo, e battilo sul focolare; vedrai che tutto si aggiusterà." La ragazza seguì il consiglio della madre, e meraviglia delle meraviglie! A un colpo di ramo sul focolare, ecco per magia tutti i chicchi d'orzo fuoriuscire dalla cenere, mettendosi tutti in ordine nel loro barattolo. Poi la ragazza tornò presso l'albero e rimise il ramo sulla tomba. Allora la mamma disse alla figlia di bagnarsi al ruscello, asciugarsi e vestirsi. Quando la fanciulla fu pulita e vestita, era così bella da non avere rivali sulla terra. La mamma le aveva fatto indossare uno splendido abito, e la fece salire in groppa a un magnifico cavallo dal pelo d'oro, d'argento e d'altre pietre preziose. La fanciulla montò sul cavallo e corse più veloce di una freccia al palazzo.
[...]

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