giovedì 30 luglio 2015

We talk together #11

1. Allora Annarita, parlaci un pò di te. Oltre ad essere una scrittrice, cosa fai?
Ciao, Noemi! Innanzitutto, grazie per questa intervista. Per un autore è sempre piacevole scoprire che c’è qualcuno interessato anche alla propria persona, oltre che alle proprie storie. Mi piacerebbe tanto definirmi “scrittrice”, ma il mio carattere sempre ferocemente autocritico e la mia formazione umanistica tendono a farmi credere che sono ben lontana dal meritare un simile appellattivo. Sono semplicemente una ragazza con la passione per la scrittura, al massimo “un’autrice”, per trovare il giusto compromesso. Sono laureata in lingue e attualmente lavoro come traduttrice ed editor freelance. Mi sto dedicando alla traduzione di classici stranieri mai tradotti in lingua italiana, collaboro come redattrice di contenuti ad alcuni magazine online italiani e stranieri e mi occupo della revisione e della pubblicazione di articoli su un network che tratta di informatica e tecnologia. Insomma, le parole sono il mio pane quotidiano!

2. Mi hai detto che non vivi in italia... come mai?
Mi sono trasferita a Londra circa un anno fa assieme al mio compagno. L’idea di lasciare l’Italia ci frullava in testa già da un po’ di tempo. Purtroppo il contesto lavorativo e sociale in cui siamo cresciuti ci ha spinto a cercare qualcosa di meglio altrove. Abbiamo deciso di comune accordo di tentare la fortuna in Inghilterra, conoscendo entrambi la lingua. Questo è un paese che offre svariate opportunità a chi ha buona volontà e tanto spirito di sacrificio. Le soddisfazioni stanno arrivando per entrambi e questo è ciò che ci auguravamo quando abbiamo fatto la valigia e ci siamo imbarcati con un biglietto di sola andata per la capitale britannica. Certo, la nostalgia verso la famiglia e gli affetti è un sentimento che ci accompagna costantemente, ma l’idea di avere almeno una possibilità di vedere realizzati i sogni per i quali si è tanto sudato, aiuta ad affrontare meglio la quotidianità con tutte le difficoltà di cui questa si fa carico.

3. Perchè hai deciso di raccontare questa storia?
L’idea di scrivere questa storia si è presentata dopo aver letto un articolo che raccontava di un episodio simile avvenuto ad una ragazza poco più piccola di me. La brutalità di una simile barbaria mi colpì così profondamente che iniziai ad immaginare cosa potesse essere accaduto, come si fossero svolti gli eventi, le fattezze dei personaggi coinvolti. Mi sono ritrovata così a delineare i tratti di due ragazzi comuni, due giovani protagonisti di un episodio che è accaduto in India ma che avrebbe potuto avere luogo anche in una città più vicina a noi, nell’occidente che definiamo “civilizzato”. Come è stato notato da molti dei lettori che hanno letto il mio racconto, la storia che ho tracciato è una storia universale, che mette in luce le due anime del mondo, quella pura e luminosa, ingenua e primordiale, e quella più oscura, corrotta, e subdola. Ho cercato di costruire questo contrasto soffermandosi prima sull’amore innocente di Kajal e Kiran, e successivamente su quello che questo amore è costretto a sopportare, cadendo vittima della crudeltà umana.

4. Perchè hai deciso di farla così breve e non raccontare anche il "dopo"?
Il racconto è stato concepito come episodio a sé, senza troppi riferimenti al prima e al dopo inerenti le vite dei miei protagonisti. Volevo che i lettori si soffermassero sul concetto di imprevedibilità e transitorietà della vita, su quanto troppo spesso le due facce della luna (il Bene e il Male) non riescano a coesistere e gli equilibri si sbilancino, su quanto tutto possa cambiare in un pomeriggio che sembra uguale agli altri ma i cui eventi potrebbero trasformarci. Le reazioni ad un simile avvenimento sarebbero potute essere molteplici. Desideravo lasciare al lettore la possibilità di scegliere e di immaginare il destino che i due ragazzi si sarebbero costruiti dopo quell’episodio in totale autonomia. Che sia di speranza o di disperazione, sarebbe dipeso dalla personale ed unica sensibilità di ognuno di loro.

5. Pensi di scrivere altro? Sei già al lavoro?
Sì. Il racconto che ho pubblicato con la Lettere Animate è stato per me un piccolo trampolino di lancio. Dopo la pubblicazione di alcuni racconti in diverse antologie e la partecipazione a svariati concorsi letterari, ho deciso di concentrare la mia attenzione e i miei sforzi sulla scrittura di un romanzo. Uno scritto più corposo e sicuramente più impegnativo.
Probabilmente la storia che sto scrivendo non incontrerà il gusto di tanti lettori e lettrici che preferiscono lasciarsi trasportare in storie d'amore da sogno o thriller da fiato sospeso. Forse l'argomento trattato, il contesto in cui i personaggi evolvono e la crudezza della realtà che voglio dipingere si allontana dalle visioni oniriche e delicate di alcuni romance e dalle vicende classiche dei tanto amati polizieschi. Non tutti proveranno empatia verso il mio protagonista, almeno non subito. Alcuni lo ammireranno, altri ne condanneranno le scelte, altri ancora ne stimeranno il coraggio.
Tuttavia, proseguo con la consapevolezza di avere una storia che merita di essere raccontata per il seme di speranza che intende piantare nei cuori che si mostreranno aperti alla semina. Una storia vera che vuole ribadire una verità che ho fatto mia tanto tempo fa: il vero limite al raggiungimento dei nostri sogni siamo soltanto noi stessi. La tenacia, l'impegno e la fiducia nel proprio valore sono capaci di fare miracoli. Ed io voglio raccontare di un piccolo grande miracolo che si compie sotto il cielo della mia città, Napoli, nella terra che è Paradiso e Inferno insieme, tra i sorrisi della mia gente. Io scriverò la storia che vorrei leggere, quella i cui protagonisti vorresti avere di fronte per chiacchierare fino a tarda notte, quella che racchiude un po' del tuo mondo, un po' della realtà che vorresti cambiare, un po' del sentimento di speranza che vorresti regalare nei momenti più bui a chi ti è intorno. Io scriverò di questo e molto altro, semplicemente perché... scrivere mi rende felice.

Grazie di cuore per la disponibilità e per aver dedicato a me e al mio racconto un po’ del tuo tempo.

Grazie a te per esserti prestata a questa chiaccherata ^^
Se volete sapere qualcosa di più del suo racconto, troverete tutto sulla mia Recensione di venerdì scorso :)

Nessun commento:

Posta un commento

“Ciò che è stato scritto senza passione verrà letto senza piacere”
(Samuel Johnson)

Goodreads

2017 Reading Challenge

Red Kedi has read 0 books toward her goal of 100 books.
hide

Red Kedi's bookshelf: read

Florence Foster Jenkins
liked it
tagged: cartaceo and case-editrici
Speciale oroscopo Natale
liked it
tagged: case-editrici
Suki-tte Ii na yo, Volume 14
it was amazing
tagged: cartaceo and manga
Suki-tte Ii na yo, Volume 13
it was amazing
tagged: cartaceo and manga

goodreads.com

Visualizzazioni totali

Riconoscimenti

Riconoscimenti

Advertising

Advertising

Contact Us

Nome

Email *

Messaggio *