martedì 3 novembre 2015

We talk together #13

Titolo: Spaceborne Marines - MINACCIA
Autore: Paul J. Horten
Pagine: 588
Prezzo: € 13.26 cartaceo - € 3.99 ebook
Trama: La Federazione Terrestre ormai ha mille anni ed è riuscita a espandersi incontrastata grazie alla sua superiore tecnologia. Avanguardia di ogni invasione sono gli Spaceborne Marines, truppe d’élite che combattono a bordo di imponenti esoscheletri corazzati. Ed è proprio a un ufficiale dei Marines, il tenente Dexter Dax, che viene affidata una rischiosa missione di ricognizione su Erya – uno dei pianeti esterni alla Federazione – con cui si è perso improvvisamente ogni tipo di collegamento. Accompagnato dal tenente del Servizio scientifico della Flotta Stellare Daria Yx, Dax scoprirà la sconvolgente realtà che si cela su Erya e il pericolo mortale che minaccia l’intera Federazione.






INTERVISTA A PAUL J. HORTEN

1. Buongiorno Paul, grazie per essersi prestato a questa piccola Intervista. Come prima cosa, vorrei sapere chi è nella vita reale. Oltre ad essere uno scrittore, immagino che abbia altre passioni… 
Buongiorno a voi de “Il Bianco e il Nero”. Si ho altre passioni oltre ai libri ed allo scrivere, e molte si ritrovano nei miei libri. La passione per la Storia, per esempio, ed in particolare di quella dei conflitti che hanno segnato il pianeta Terra: dalle guerre di espansione dell’Impero Romano fino ai recenti conflitti in Iraq ed Afghanistan. Quella per le armi da fuoco: oltre ad aver testato armi da fuoco civili e militari e scritto recensioni per riviste estere ed italiane anche prestigiose, come Rivista Italiana Difesa o Small Arms Review, sono anche tiratore e collezionista, cosa considerata di questi tempi poco politicamente corretta. Ma considero il politicamente corretto un’aberrazione, non una filosofia etica, per cui ci passo sopra allegramente. Altri interessi sono il trekking, il survival e, sembrerà in conflitto con il resto, un gusto per il mistero e per la bellezza della natura, che ammiro durante le mie escursioni in montagna.

2. Una domanda che mi sembra sempre d’obbligo, è quella di scoprire quale sia stata la scintilla o l’ispirazione che gli ha permesso di far nascere “Spaceborne Marines”. 
Assolutamente per caso: tutto è iniziato scrivendo un incipit per degli amici e postandolo su Facebook. Loro mi hanno incoraggiato a sviluppare l’idea e mi sono ritrovato a scrivere in maniera quasi maniacale. Ad un certo punto i personaggi hanno preso vita: quando scrivevo i capitoli, pur avendo idea di dove volevo arrivare con la storia, ero curioso anche io di vedere come andava a finire.

3. Quante scene sono state tagliate dal progetto originale? 
Qualcosa è stato tagliato ma non molto e faccio due esempi. C’è una spiegazione tecnica sul perché sui fucili d’assalto in dotazione a Dax ed ai suoi Marines c’è il sistema ad induzione mentre sulle pistole si usa ancora il propellente chimico. È stata ritenuta troppo prolissa e quindi è stata ridotta, anche se il lettore medio di sci-fi si appassiona a queste cose. Un’altra cosa tagliata è un accenno esplicito al sesso fatto da Kathryn Nelson: Kat l’avevo ideata come una ragazza senza peli sulla lingua e senza falsi pudori, con il gusto della provocazione, ma il passaggio non è stato ritenuto in linea con le politiche della casa editrice. Ma è un'unica frase in tutto il libro e la modifica non ha tolto niente al personaggio, per cui la ritengo perfettamente accettabile.

4. Un lavoro così complicato, richiede una buona memoria. Riesce a ricordarsi sempre tutto oppure sparge per casa appunti presi un po’ su ogni cosa?
I primi due libri sono stati fatti a memoria, anche se ho appunti sul mio laptop su nomi, gradi, qualifiche ed altro ancora dei personaggi dei romanzi. A volte durante la preparazione scrivo dei piccoli racconti (alcuni divulgati sul mio blog altri a livello di mero divertimento…) che servano come substrato e contesto in cui inquadrare la trama vera e propria. Per il terzo libro, invece, dovendo riallacciare e chiudere varie linee narrative è stato indispensabile buttare giù una trama di massima a cui attenermi.

5. Le persone che le stanno vicino erano entusiaste di questo progetto? Oppure erano scettiche?
Mia moglie mi ha seguito per un po’, ma non essendo italiana non ha letto molto il libro, pur appoggiandomi nella scrittura della bozza di tutti i romanzi. Molto incoraggiamento l’ho avuto dai miei beta readers, di cui voglio menzionare Claudio Campi, che purtroppo non c’è più a causa di un male incurabile.

6. In “Spaceborne Marines”, quanto c’è di vero? Con le sue esperienze, immagino che molte scene non siano frutto solo dell’immaginazione. 
Molte scene sono ispirate a eventi accaduti durante la storia dei conflitti umani, in particolar modo a battaglie della Seconda Guerra Mondiale. Altre cose, come la scena del conflitto a fuoco nel bel mezzo di New York in Minaccia, a corsi sull’addestramento alle armi da fuoco che ho fatto in Italia ed in Svizzera.

7. Cosa vorrebbe trasmettere ad i lettori? 
Il primo libro tratta del conflitto di civiltà. Quello che cerco di dire al lettore è di smettere di conformarsi a ciò che gli viene detto dai cosiddetti mezzi di informazione ufficiali e di non farsi troppe illusioni sulla nostra realtà contemporanea: i diritti e le libertà di cui godiamo ora sono frutto di fiumi di sangue e di secoli di battaglie e tornare indietro alla dittatura e ad una realtà di diritti negati è un attimo.

8. Paul J. Horten è uno pseudonimo. Posso immaginare perché abbia deciso di usarlo ma per quale motivo ha deciso proprio per questo?
Il nome è frutto di un anagramma di quello vero fatto da una mia amica statunitense. Per un pubblico anglosassone P.J. Horten è molto più facilmente memorizzabile e pronunciabile di quello reale.

9. Non sono ancora riuscita a leggere il suo libro ma è tra le mie priorità. Ovviamente qui non sono l’unica quindi le chiedo…. Perché dovremmo leggerlo? Cosa troveremo in queste pagine?
Il perché non posso indicarlo a nessuno. Spiegare cosa troverete in queste quasi seicento pagine invece è facile: azione, scenari da incubo oppure meravigliosi, a seconda della situazione ovviamente, storie interpersonali animate da forti sentimenti (amore, paura, tenerezza, senso dell’onore e così via…), una spiegazione in termini di paradosso e di allegoria dei nostri tempi.

10. I personaggi sono tutti inventati o c’è qualcuno di reale? 
Tutti sono ispirati a personaggi reali. Per esempio in Kathryn Nelson c’è molto del sottoscritto, anche se il personaggio è femminile ed io sono un autore maschile. Ci sono cose che nessuno ancora ha notato, ma il libro è pieno di riferimenti a personaggi della storiografia militare. Lascio a voi il divertimento di scoprire quali.

11. Ci stiamo avvicinando alla terza uscita. Dato che è una trilogia, possiamo dire che siamo quasi alla fine di questa avventura… Come si sente? 
L’ultimo libro della trilogia di SM, Resurrezione, è ad ottimo punto ed il momento in cui metterò la parola fine all’ultima pagina della bozza si avvicina di buon passo. So come mi sentirò in quel momento: come un padre che vede andare via un figlio allevato a lungo e con amore. Ma ci sono altri progetti in cantiere, e spero che incontrino ugualmente il favore del pubblico.

1 commento:

“Ciò che è stato scritto senza passione verrà letto senza piacere”
(Samuel Johnson)

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