venerdì 25 novembre 2016

Berlin. I fuochi di Tegel

Titolo: Berlin. I fuochi di Tegel
Autori: Marco Magnone e Fabio Geda 
Pagine: 201
Prezzo: € 14
È l'aprile 1978: sono passati tre anni da quando un misterioso virus ha decimato uno dopo l'altro tutti gli adulti di Berlino. In una città spettrale e decadente, gli unici superstiti sono i ragazzi e le ragazze divisi in gruppi rivali, che ogni giorno lottano per sopravvivere con un'unica certezza: dopo i sedici anni, quando meno se lo aspettano, il virus ucciderà anche loro. Tutto cambia quando qualcuno rapisce il piccolo Theo e lo porta via dall'isola dove viveva con Christa e le ragazze dell'Havel. Per salvare il bambino, Christa ha bisogno dell'aiuto di Jakob e dei suoi compagni di Gropiusstadt: insieme dovranno attraversare una Berlino fantasma fino all'aeroporto di Tegel, covo del più violento gruppo della città. Là, i fuochi che salgono nella notte confondono le luci con le ombre, il bene con il male, la vita con la morte. E quando sorgerà l'alba del nuovo giorno, Jakob e Christa non saranno più gli stessi. 


Scarabocchio: Sono dieci minuti che sto cercando un modo per iniziare questa recensione.
Bello ma non emozionante.
Interessante ma non in modo viscerale.
Profondo ma non troppo.
Berlin è una lettura scorrevole ma non di impatto. Carina ma poco emozionante.

Tutti i ragazzi di Berlino sono gli unici sopravvissuti. Un virus ha sterminato tutti gli adulti e quindi vivono da tre anni nella più totale anarchia.
Dopo i primi tempi di scorribande anche violente, si sono suddivisi il terreno e ora vivono in una specie di armonia.
Una sera però, i ragazzi dell'aeroporto di Tegel vanno a rapire il piccolo Theo perchè è un "nato morto", ovvero un bambino nato da una Mamma infetta. Così, Christa e altre due ragazze, vanno a riprenderselo. Successivamente, si aggiunge anche Jakob e anche altri due ragazzi della sua banda.

Su duecento pagine, non c'è molto da dire e forse questo è sia un pregio che un difetto.
Avrei voluto una storia più intricata, più completa e più movimentata. Mi aspettavo più patos anche se mi rendo conto che è un libro per ragazzi.

Per quanto non possa dirvi che è un libro meraviglioso, devo e posso dire che è comunque un libro piacevole.
Mi sono piaciuti i personaggi. Li ho apprezzati praticamente tutti, ad eccezion fatta per Christa che ho trovato annervante e troppo logica (anche se ha la sua utilità) ma come ormai sappiamo, io devo sempre trovare qualcuno da odiare...
Per quanto riguarda la trama, mi piace molto l'idea di base. Come ho detto sopra, avrei preferito che venisse approfondita di più e che ci fosse qualche intreccio in più succulento ma c'è da considerare che è il primo di una serie e che quindi, nel corso del tempo le cose cambino. (spero)

Chissà, io forse sono diventata troppo grande per questo genere di scrittura e non riesco ad apprezzare fino in fondo la semplicità con cui è stata scritta (NB. io dico semplicità ma non è una storia banale e nemmeno sempliciotta!) ma mi ha tenuto compagnia per tutto il BookCity e ne conservo un buon ricordo.
Continuerò sicuramente a leggerlo, anche se pian piano.
Voglio comunque sapere se alla fine, Christa e Jakob........ EH!

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