lunedì 26 giugno 2017

La casa del giudice


Titolo: La casa del giudice
Autore: Bram Stoker 
Pagine: 73
Prezzo: € 6
Uscita: 22 giugno
Malcolm Malcolmson si sta preparando per l'esame finale di laurea in matematica e, per essere sicuro di studiare senza distrazioni, parte alla volta di una cittadina sconosciuta, scelta a caso guardando l'orario ferroviario. In tre ore di treno arriva a Benchurch e, dopo una notte alla già tranquilla locanda Al Buon Viaggiatore, individua un posto ancora più solitario: una vecchia casa massiccia al momento disabitata, che si dice essere appartenuta a un giudice particolarmente bistrattato per la sua severità.

Scarabocchio: Come dico sempre, questi piccoli libricini bilingue sono una manna dal cielo. 
Li trovo simpatici, interessanti e sono una grande opportunità per chi, come me, non si è mai interessata ai Classici. 

La Leone Editore, che ormai conosce il mio interesse verso questa loro collana, ha voluto farmi una piccola sorpresa. 
“I topi sono gli spiriti e gli spiriti sono i topi”
Per me, Bram Stoker, esiste solo per Dracula
So che è molto riduttiva la cosa ma, non ho mai sentito il bisogno di cercare altre sue opere. Eppure, è un peccato perché La casa del giudice è un racconto interessante. 

Ammetto che comunque, non l'ho compreso fino in fondo. 
Quando sono arrivata alla fine, mi è sembrato che mancasse qualcosa, qualche dettaglio fondamentale ma reputo questa mia mancanza, una cosa comprensibile dato che non è mia abitudine leggere opere del genere. 

Malcolm Malcolmson è un giovane studioso che si deve preparare per l'ultimo esame e cerca un luogo piacevole ma privo di ogni distrazione. Così parte, decidendo all'ultimo la destinazione. 
Arriva a Benchurch e dopo una notte nella locanda del posto, si mette alla ricerca di una casa da affittare. 
Si imbatte così in un massiccio rudere avvolto però, da inquietanti dicerie. 
L'abitazione era appartenuta ad un giudice particolarmente duro e anche dopo la sua morte, nessuno volle prendersi in carico quel posto. Malcom però è un'uomo di scienza e non crede alle dicerie, nemmeno quando la prima sera, sente strani rumori.
I topi, gli esseri invisibili che lo disturbano durante lo studio, sembrano i veri padroni del posto. O forse no?

La storia si svolge in tre giorni e man mano che il tempo passa, l'ansia dovrebbe salire. 
Dico dovrebbe perché per me, passa troppo poco tempo ma se penso che è stato scritto nel 1891, immagino che sia un tempo ragionevole.
Comunque, quello che io non riesco a capire, è il movente. 
Non vi spoilero il finale ma, non riesco a capire se tutto è uno strano scherzo del destino oppure uno di quei casi dove si è nel posto sbagliato al momento sbagliatissimo. 
Se avete una risposta, vi ascolto volentieri perché per quanto sia stata una lettura interessante, so di non averla gustata appieno. 

1 commento:

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(Samuel Johnson)