mercoledì 5 luglio 2017

3ª Tappa Blogtour "Il karma dell'amore inaspettato" di Stefania Serafini | Playlist con quotes



Titolo: Il karma dell'amore inaspettato
Autore: Stefania Serafini
Pagine: 384
Prezzo: € 10
Uscita: 6 luglio
Londra, giorni nostri. Juliet ha diciassette anni ed è costretta a trasferirsi nella casa del nuovo compagno della madre, dove vive con il figlio, Alexander, un ragazzo bellissimo e dallo sguardo tormentato. Già dal primo incontro la relazione tra Juliet e Alexander è più complicata del previsto: lui è scontroso, arrogante e offensivo. Nei giorni seguenti le cose peggiorano addirittura, dato che frequentano la sua stessa scuola e Alex non si fa sfuggire occasione per prenderla in giro per i suoi risultati scolastici. Juliet ci rimane male, non capisce il motivo di tanto astio e si sfoga con le amiche, ma non dice niente al fidanzato. I brutti voti in fisica e la paura di una punizione spingono Juliet a cercare di persuadere il professore in modo poco ortodosso, Alex la vede e minaccia di spifferare tutto alla madre. Juliet è furibonda, ma la resa dei conti con quel secchione dagli occhi di ghiaccio è ormai vicina… anzi è già cominciata, ed è una guerra fino all'ultimo respiro…

Alexander si morde il labbro inferiore. Quel semplice gesto mi mette in subbuglio e mi obbliga ad abbassare lo sguardo sulle sue labbra.
“Perché? Perché deve sembrare così attraente anche mentre dice queste cattiverie?”.
«Come fai a conoscere i dettagli…». Comincio a tormentare le punte dei capelli che mi scivolano sulle spalle.
«Ne parlavi anche con le tue amiche, ieri. Dovresti chiuderla quella boccaccia, ogni tanto».
Dal suo tono di voce non sembra affatto uno scherzo. Del resto Alexander non sembra uno a cui piace scherzare.
«Non farlo, Alex». Lo minaccio puntandogli il dito contro lo sterno e tentando di sembrare arrabbiata quasi quanto lui si dimostra sicuro di sé.
«E invece lo faccio, Juliet. Buffo, no?».
Lui è troppo irremovibile e io sto andando nel panico.
«No… Non lo farai», frigno, guardandomi le Vans nere, ormai in balia del suo ricatto.
«Lo farò perché non mi è piaciuto il modo in hai provato a mettermi in difficoltà. Come non mi è piaciuto il tuo atteggiamento con il professore. Perciò cerca di fare qualcosa, o sarai tu a trovarti in difficoltà».
«Cosa dovrei fare, scusa?», torno a guardarlo confusa.
Non dovevo mettermi contro di lui, ecco qual è stato il mio errore.

Alexander cambia sguardo, e la sua espressione divertita svanisce all’istante. Vorrebbe dirmi di farmi gli affari miei, lo so, ma non lo fa. Perché, anche nel suo caso, è l’orgoglio a parlare. Lo guardo abbassare il viso per raggiungere il mio. Fa un ghigno invisibile, la sua smorfia enigmatica e incomprensibile.
«Charlotte è una ragazza seria, intelligente e… obbediente».
Gli rivolgo uno sguardo di disprezzo, scuotendo impercettibilmente la testa, in segno di disappunto.
“E Karoline pensa che lui sia gay”. Se solo sapesse che razza di pervertito è.
«E sentiamo… Cosa avrebbe fatto di tanto speciale questa Charlotte per dimostrarti la propria obbedienza?».
Alexander inarca il sopracciglio, e delle piccole rughe gli si formano sulla fronte. È sorpreso dalla mia improvvisa sfacciataggine.
«Sei curiosa, Juliet?», domanda mettendosi le mani sui fianchi.
«Sì. Non me ne vergogno». Accavallo le gambe, dondolando sulla sedia, in attesa che lui mi risponda.
«Non è della tua curiosità che devi vergognarti», sogghigna.
“Ora lo insulto se non la smette!”. «E di cosa, scusa?!»
«Smettila di fissarmi le labbra, Juliet».

Osservo il suo sguardo cupo e silenzioso, e immediatamente sento di dovergli delle scuse.
«Mi dispiace se a volte sono stata… come dire…». Comincio a parlare, ma poi non so dove voglio arrivare.
Di sicuro vorrei chiedergli scusa per alcuni dei miei comportamenti superficiali, ma la voce mi si blocca in gola quando Alexander si ferma, emette una calda nuvola di vapore, poi prende a guardarmi con quei suoi occhi color notte.
«Parlavo sul serio quando ti ho detto che mi piaci, Juliet», afferma senza esitazione. Del resto è raro che la sua voce abbia delle incertezze.
Quasi non riesco a credere alle mie orecchie.
«In…», mi schiarisco la gola, «…in che senso?». “Gli piaccio? Perché dice così, se poi non vuole essere il mio ragazzo?”.
«Juliet… Tu sei la mia finestra su un mondo felice».
La sua voce è così profonda che arriva a scaldare la parte più remota della mia anima.

Ti odio, Alexander!
E io ti controllo, Juliet.
Mi copro immediatamente il petto con il braccio. “Devo andarmene da qui!”.
«Mamma, non mi sento bene. Vado a letto».
«Va bene, Juliet, a domani», dicono all'unisono John e mia madre, e io mi defilo in camera mia in un bagno di vergogna.
Mi infilo un pigiama e mi rannicchio sotto le coperte con una strana sensazione addosso: mi sento umiliata e stupida.
Come ho potuto lasciarmi andare in quel modo oggi? Come ho fatto a credere che stesse davvero per baciarmi? Lui che bacia me? Impossibile.
Buonanotte, Juliet. Non sognarmi troppo.
Vorrei poter dire che la giornata di oggi non è servita a nulla, se non al ripasso delle materie scolastiche in cui sono una frana… Ma, in fondo, Alexander ha ragione.
Devo confessare a Chuck che non sono ancora pronta.

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