venerdì 16 febbraio 2018

Stranger Things #1

Il 6 novembre 1983 a Hawkins, una remota e tranquilla cittadina dell'Indiana, il dodicenne Will Byers, membro di un ristretto gruppo di quattro amici fraterni, sparisce in circostanze misteriose; allo stesso tempo in un laboratorio segreto nei dintorni della stessa cittadina un ricercatore è vittima di un'inquietante creatura. Dallo stesso laboratorio Hawkins, una stramba ragazzina approfitta della confusione generata dall'incidente per fuggire. Dopo aver trovato rifugio in un ristorante, inseguita da agenti del laboratorio, continua la sua fuga imbattendosi nei tre migliori amici di Will: Mike, Dustin e Lucas, che si erano messi sulle tracce del fidato compagno svanito nel nulla. La ragazza, che si identifica con il numero tatuato sul suo braccio, Undici, crea un legame in particolare con Mike, il quale accetta di nasconderla nella sua abitazione.
Undici, a conoscenza delle sorti di Will, aiuta i ragazzi a cercarlo, spiegando loro come sia finito in un'altra dimensione paragonata a una sorta di "sottosopra" del mondo reale, popolata da mostruose creature, una delle quali, dai ragazzi chiamata Demogorgone in riferimento al "principe dei demoni" di Dungeons & Dragons, lo ha rapito. Le indagini della polizia locale, guidate dall'agente Hopper, sono intanto ostacolate dal laboratorio Hawkins, che inscena anche una finta morte del bambino. La madre di quest'ultimo, Joyce, vive nel frattempo bizzarre esperienze soprannaturali nella propria casa, nelle quali il figlio riesce a mettersi brevemente in contatto con lei, mentre Jonathan, il fratello maggiore di Will, inizia a indagare con Nancy, sorella di Mike, su una creatura che potrebbe aver rapito il fratello e un'altra ragazza del luogo. Le ricerche di Hopper, Joyce, Jonathan, Nancy e di tutti i ragazzi convergono presto insieme contrapposte al tentativo degli agenti del laboratorio di insabbiare quanto sta avvenendo nella città e ricatturare Undici.
Scarabocchio: Oh oh oh oh!
Si, anche io sono finita nel circolo vizioso delle serie televisive e non potevo non partire con qualcosa di chiacchierato. 
Inutile riassumervi tutte le otto puntate in quattro righe, probabilmente sapete comunque più cose di me. Ci tenevo però a dirvi che si, Stranger Things merita un cifro ma solo per tre o quattro personaggi. 

Sono entrata nel loop d'amore per Undi, sopratutto se ci aggiungo Mike. 
La giovane coppia che scoppia, mi ha fatto palpitare in ogni puntata e la scena finale, mi è venuta una crisi isterica con tanto di lacrimoni (tipo quelle dei bambini piccoli. Grosse gocce che rotolavano senza dignità). Molto ben affiatati, molto vivi e imperfetti, proprio come se i due personaggi fossero veri. 
Hopper è uno dei quattro personaggi che più mi sono piaciuti. Adoro il suo carattere da orso, che però nasconde un cuore meraviglioso, anche se poi non è mai un personaggio molle (come invece è il fratello di Will. Jonathan è l'essere più zerbino e inutile che possa esistere). Lui è uno dei pochissimi adulti su cui ci si può veramente affidare e fidatevi che non è poco! Mi spiace invece aver visto poco l'insegnante Scott Clarke, che secondo me avrebbe potuto far molto di più per i ragazzi ed essere anche lui un validissimo alleato... d'altronde è un'uomo che ama la tecnologia e la scienza! Lui usa il cervello, Hopper la pistola. Un duo valido a mio avviso. 
Steve invece è stata una scoperta. Probabilmente è il personaggio che più cresce perché passa dall'essere il baldanzoso ragazzo popolare a personaggio più profondo e responsabile. 

In generale, mi è piaciuta l'ambientazione e la storia che gira intorno ai poteri (e alla segregazione) di Undi. Mi sono piaciuti anche i piccoli dettagli e gli scleri fatti con la mia Ento per la follia di Joyce e l'imbarazzo per Nancy. 
Una prima stagione equilibrata, che mi ha coinvolto moltissimo! 

1 commento:

  1. Come posso comparire in una tua recensione e non commentare? Che dire, tu non capisci la coppia Steve-Dustin. Io Dustin lo adoro e punto! Tutto il resto non conta nulla XD

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“Ciò che è stato scritto senza passione verrà letto senza piacere”
(Samuel Johnson)