lunedì 11 febbraio 2013

Sparlando di...... #21 (il ritorno)


Buon lunedì ^^

"Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di 21 anni incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest’uomo bellissimo e misterioso. Convinta però che il loro incontro non avrà mai un futuro, prova in tutti i modi a smettere di pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita ad uscire con lui. Anastasia capisce di volere quest’uomo a tutti i costi. Anche lui è incapace di resisterle e deve ammettere con se stesso di desiderarla, ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scoprirà che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall’ossessivo bisogno di controllo, ma soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili…"


Sparliamo un pò... Anastasia si sveglia nel letto di Christian, ma lui non è al suo fianco.
Lei si sente bene, nel lettone morbido e la luce che entra dalla finestra è così calda...subito pensa a quanto sia fortunata ad essere in quell’appartamento fantastico a fare del sesso fantastico con il suo uomo fantastico.
A proposito...dove mai sarà finito questo fantastico uomo?
Anastasia si infila una T-shirt e si avventura nel fantastico appartamento. Arriva in cucina e...ohibò! Una donna sta pulendo la cucina e le chiede se vuole fare colazione!
Chi mai sarà questa elegante donna di mezza età ovviamente bionda ed ovviamente con gli occhi azzurri (strano, qui l’aggettivo “fantastico” non compare...)? Non sarà una delle sue ex-sottomesse, vero?
No Anastasia, lei è la domestica.
Ora, qualcuno mi spiega perchè lei debba essere sempre così sospettosa? La cosa è alquanto irritante...
Come se non bastasse, tornano le sue paturnie da quindicenne: perchè le donne che assume Christian sono bionde e bellissime?
In effetti è una cosa che nemmeno io capisco...come fa a trovarle tutte bionde?? Forse nel contratto di assunzione c’è una clausola che impone loro di tingersi i capelli di biondo? Oppure assume solo svedesi...
Dopo essersi presentata in un modo alquanto impacciato, Anastasia va a raggiungere il suo bello nello studio. Lui sta telefonando e, ancora una volta, siamo costretti ad aspettare che lei finisca di contemplare il suo personale dio greco ed esca dalla sua estasi che dura ben quindici righe.
Finalmente la telefonata finisce (e con essa anche la contemplazione) e i due si salutano con un lungo bacio appassionato. Talmente appassionato che lui alla fine dice: “Ti consiglio di andare a fare la doccia se non vuoi che ti prenda su questa scrivania” che romantico...
Ancora più romantica è la risposta di Anastasia: “Scelgo la scrivania”
Troppo facile immaginare cosa sta per succedere, “Mr. Boy Scout” (come lo soprannomina scherzosamente Anastasia, nella sua testa, quando lo vede estrarre di tasca il preservativo – ma cos’ha, un distributore in tasca? - ) ha sempre pronti i suoi attrezzi, dopotutto!
E poi…poi l’umore di Christian cambia: diventa più distante, più perentorio ma allo stesso tempo sembra a disagio e confuso. Non c’è che dire, è l’uomo più lunatico del mondo!
Tutto questo ovviamente scatena in Anastasia tutta una serie di dubbi e di domande ma, fortunatamente per noi, a stomaco pieno il nostro eroe si addolcisce un po’ e prova (anche se inutilmente) ad offrirle il suo jet privato per il suo viaggio verso la Georgia.
Dopo uno scambio smielato di battute degno di una vecchia pubblicità della Telecom (ve la ricordate? “Mi ami? E quanto mi ami? Mi pensi? E quanto mi pensi?”) Anastasia deve prepararsi per sostenere i suoi colloqui e poi raggiungere sua madre.
Saluta la sua amica Kate all’aeroporto dopo un veloce scambio di mail con Christian, si reca al check.in e scopre che, ancora una volta, il suo fantastico uomo non si è fatto i fatti suoi…le ha cambiato il biglietto prenotandole un volo in prima classe!
Credo che ora Anastasia sia autorizzata ad alzare gli occhi al cielo, anche se non lo fa…


Veronica

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(Samuel Johnson)