giovedì 8 agosto 2013

L'uomo che parlava coi morti

Giovannino era un uomo grande e grosso e forte di quelli che non hanno paura di nulla, neppure del diavolo. Faceva volentieri tutti quei mestieri che nessuno vuol fare, e in tal modo faceva contenta molta gente. Cosi' anche quando fu chiamato in comune per fare il sotterramorti, lui fu pronto a farlo senza indugio. La prima settimana non ando' molto male, perche' non era morto nessuno e lui passava il tempo a pulire i viali del camposanto, a strappare le erbacce, a scopare e ripulire le croci. Si recava sotto negli ossari e con uno straccio puliva e lustrava le teste dei morti e puliva i denti con lo spazzolino e rimetteva insieme gli scheletri: insomma il tempo gli passava bene ed era un lavoro piacevole. Un giorno che piovigginava e lui non sapeva proprio che cosa fare, gli venne in mente di alzare il coperchio di una tomba e di calarsi all'interno per vedere che cosa c'era.

I morti erano tranquilli, proprio morti. Poi nel muro intravide una porta e l'apri' pervedere. Non appena aperta la porta scorse una luce, un sole splendente: si vedevano dei giardini pieni di vari fiori e piante cariche di frutti d'ogni qualita'; e vicino a lui c'era un albero con dei pomi rossi e belli: "io ne ho colto uno e subito al posto del pomo raccolto ne e' cresciuto un altro". Intanto vedeva i morti che passeggiavano, i ragazzi che giocavano, insomma era una scena che nessuno avrebbe creduto, se non l'avesse visto. A un certo punto vede un tale che era appena morto, lo riconosce e tutto emozionato lo chiama per nome; ma quello non risponde e continua a camminare per la sua strada. Lo rincorre e quando gli e' vicino fa il gesto di prenderlo per una mano per fermarlo ma la mano non c'e' ! Giovannino gli si para davanti come per sbarrargli la strada: il morto ha una faccia ne' rossa ne' pallida con un colore incerto e torbido; ma la bocca era sorridente e gli occhi sembravano quelli di persona contenta. Pero' non parlava mentre poteva scrivere e scriveva per terra.

Egli scrisse per terra che la morte e' bella e che e' soltanto il corpo che muore mentre l'anima dei buoni vive anche sotto terra, vive bene ed e' contenta. "Vivo meglio di te', e piu' contento; e cosi' passo l'eternita' come puoi constatare. E questa e' la vera vita". Cosi' aveva scritto per terra. Giovannino usci' fuori dalla tomba grandemente meravigliato ma contento per quello che aveva visto . Ando' di corsa a cercare il prete per raccontare la sua avventura ma il prete non gli presta fede e lo fa' passare per matto. Anche la gente e le autorita' non gli credono. Ma questo non vuol dire nulla, perche' la verita' e' sottoterra e restera' sempre dove è.

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(Samuel Johnson)