venerdì 20 dicembre 2013

Autostoppista fantasma della Val Serina - 4°parte

"Arda che me gh'o miga òia de schersà! Va' a ca tò, vilàno, e laga sta la me tusa". Questa fu la risposta risentita e angosciata della donna che subito rientrò in casa sbattendo la porta. Convinto di essere incappato in una famiglia di matti, ma comunque desideroso di chiudere questa faccenda, Luca premette di nuovo e a lungo il pulsante. Questa volta apparvero sul pianerottolo due uomini, uno magro, sulla sessantina, certamente il marito della donna di prima, e l'altro giovane e robusto, probabilmente il figlio. I due raggiunsero quasi correndo il cancello, l'aprirono e si avvicinarono con fare minaccioso a Luca. "De che banda ègnela chèla bursèta? Famla 'mpó èt a me!" chiese bruscamente quello che sembrava il padre. Luca, alquanto preoccupato per la piega che stava prendendo quello strano incontro, fece del suo meglio per apparire credibile e raccontò come la sera precedente avesse dato un passaggio a una ragazza di nome Cristina, descrivendone meticolosamente l'aspetto e l'abbigliamento e come costei si fosse poi bruscamente congedata all'altezza del cimitero di Ambria senza dare spiegazioni, infine mostrò la borsetta dimenticata in macchina.
"Io sono venuto solo per restituire la borsetta e ho dovuto aprirla per trovare l'indirizzo di quella che penso sia vostra figlia, chiedete a lei se non è vero. Ecco, prendete - proseguì porgendo la borsetta all'uomo più anziano - verificate che non manchi niente". "Mi ricordo che aveva una borsetta come questa - singhiozzò la madre che nel frattempo si era avvicinata ai tre ed era rimasta ad ascoltare in silenzio il racconto di Luca - ma non può essere sua, comunque la ragazza non poteva certo essere la mia Cristina". Poi prese la borsetta dalle mani del marito e cominciò a rovistarne affannosamente il contenuto, quindi, trovata la carta d'identità, la aprì con le mani tremanti per l'emozione. Impallidì e quasi perse l'equilibrio, poi, appoggiandosi al marito, esclamò con un filo di voce: "Madóna me, l'è pròpe le Arda 'n po a' te. Com'el pusìbel se la me Cristina l'è morta quìndes àgn fa?". E così Luca venne a sapere che la misteriosa ragazza era morta quindici anni prima in un incidente stradale, verificatosi proprio all'uscita dell'orrido di Bracca, mentre stava rincasando in autostop dopo una serata trascorsa nella discoteca Snoopy di Serina. E la sua tomba era nel piccolo cimitero davanti al quale aveva chiesto di scendere dall'auto.

FINE

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(Samuel Johnson)