giovedì 23 luglio 2015

We talk together #10

1. Buongiorno Andrea. Oltre ad essere uno scrittore, sei qualcosa di più. Parlaci un po’ di quello che fai quando non scrivi
In realtà guarda, sono una persona normalissima: mi piace molto leggere e leggo davvero di tutto, dai fumetti (sia manga, che europei, che americani), ai libri di ogni tipo. Per la maggior parte la mia mensola, oltre che da una collezione insostenibile di fumetti, è formata da un sacco di fantasy e dei suoi sottogeneri, ma leggo tutto quello che stimola la mia curiosità, dal saggio storico, al romanzo giallo, alla storia di fantascienza. 
Per il resto, ascolto musica, gioco ai videogames (soprattutto quelli “vintage”, come si dice ora, con cui sono letteralmente cresciuto), guardo un sacco di film e serie tv, vado al cinema ed esco con gli amici.

2. Qual è stata la scintilla che ti ha portato a scrivere "Scritto nel sangue"?
È una storia che mi piace sempre raccontare, perché è tutto nato per purissimo caso. Due estati fa, a Giugno del 2013, ero a Torino ospite di amici e aspettavo il treno che mi avrebbe portato a Milano per vedere gli Iron Maiden (gran concerto, fra parentesi). Visto che avevo una ventina di minuti da perdere, mi son ficcato dentro la libreria della stazione, come sempre faccio sempre quando ho del tempo libero. Inizio a dare un'occhiata alla sezione fantasy e mi capita sottomano L'incanto di cenere, un libro di Laura, una carissima amica che all'epoca aveva appena pubblicato il suo romanzo con una casa editrice abbastanza conosciuta. 
È stato lì, mentre facevo la fila in cassa per pagare che mi sono detto: “Ma com'è che non ho mai scritto nulla? Se ce l'ha fatta lei, perché non dovrei riuscirci pure io?” 
Da lì è nato tutto, il cervello ha iniziato a macinare idee in modo spontaneo e, tempo qualche settimana, stavo già scrivendo il prologo.

3. Chi ti conosce ti ha supportato in questo percorso?
In realtà in famiglia, quando ho annunciato che avevo pubblicato un libro, c’è stata un po’ di sorpresa, anche perché loro ignoravano totalmente che fossi al lavoro su una cosa del genere. I miei amici, invece, mi hanno sempre supportato e alcuni non vedevano l’ora di metterci sopra le mani per poterlo leggere. È una cosa che mi ha sorpreso e fatto molto piacere, devo ammetterlo.

4. Quanti credevano in ciò che scrivevi?
Giusto alcuni amici, i più fidati. Spesso gli scrittori (non mi infilo in questa categoria perché semmai mi potrei considerare giusto uno scribacchino) tendono a vedere i lati peggiori del loro lavoro (perché sì, è un lavoro in tutto e per tutto), si fanno prendere da ansie immotivate e sono spesso i più feroci critici del loro operato. Servono quindi delle persone fidate che quantomeno, limitino le cazzate che uno sta per mettere in atto. Per esempio, a libro ultimato, mi ero messo in testa che non andassero bene alcune parti e volevo segare di netto un capitolo e accorparne altri per “snellire la narrazione”; fortunatamente la mia beta-reader e carissima amica Serena, mi ha bloccato per tempo facendomi notare, con la sua solita gentilezza, che se l’avessi fatto mi avrebbe strappato il cuore dal petto, perché quelle parti andavano bene così. Quindi sì, qualcuno che creda in te e in quello che fai, necessariamente ci vuole, perché spesso non ci crediamo neanche noi che quello che scriviamo sia valido.

5. So che stai già lavorando ad un nuovo libro ma non al seguito di questo. Perché hai deciso di scrivere altro?
Da te mi aspettavo proprio questa domanda, ci sei davvero rimasta così male?:D
Guarda in realtà, se proprio vogliamo dirla tutta tuttissima, ero partito in quarta, appena finito Scritto nel Sangue, con una nuova storia ambientata nello stesso universo. 
L’idea infatti è sempre stata quella di ambientare diverse storie, con diversi protagonisti, nello stesso mondo, esattamente come fa Pratchett con il suo Mondo Disco.
Di questa nuova storia, che doveva essere un romanzo breve, esistono tuttora poche pagine che prima o poi riprenderò perché comunque è una cosa che mi interessa portare avanti. Ho più o meno “dovuto” smettere di lavorarci sopra perché, l’anno scorso, ci furono alcuni problemi personali che investirono anche (e soprattutto) la sfera “scrittoria”; mi sono ritrovato, nell’autunno scorso, completamente demotivato e non sapevo ne avevo voglia di portare avanti nessun discorso. Per scuotermi ho provato anche a iniziare un nuovo romanzo, un altro fantasy, ma mi son bloccato a pagina venti, con alcune idee nessuna intenzione di metterle su carta. 
Poi, fortunatamente, a dicembre, il periodo nero è passato, ho accantonato tutte le bozze che avevo precedentemente buttato giù e ho iniziato il nuovo romanzo che si basa su un’idea che circola nella mia testa da almeno tre anni e devo dire che mi ci sto divertendo un sacco.
Chiaramente le bozze sono state solo momentaneamente messe da parte e, anzi, ti anticipo già che sto lavorando a qualcosa che riguarda proprio Scritto nel Sangue.

6. Ormai devo averti detto mille volte che ci sono rimasta male nel scoprire che in linea generale, non ci sarà un seguito. Quello che comunque mi chiedo è... perché hai deciso di rendere la storia così cruda, così sanguinolenta? 
Beh il seguito ci sarà prima o poi, ma non come lo intendi tu:D
Ma guarda, io mi sono francamente stupito del fatto che venga considerata una storia cruda, perché non mi sembra davvero di averci messo nulla di così “estremo”. Tempo fa ho letto qualche passo (in inglese, nonostante sia una capra in tale lingua, perché in italiano non esiste) di “Lucifer’s Lottery”, un romanzo di Edward Lee, un autore pressoché sconosciuto qui in Italia, ma piuttosto famoso in madre patria per scrivere storie ad alto contenuto di Gore e Splatter. Ammetto tranquillamente che le parti più crude di Scritto nel Sangue, spariscono a confronto. Quando ero giovane (sì, lo ammetto, sono oramai entrato negli enta già da qualche anno), era normale che in produzioni per famiglie, si vedessero scene “forti” con una certa naturalezza (mi viene sempre in mente il cuore strappato via dal petto in “Indiana Jones e il Tempio Maledetto” ma è giusto un esempio fra i tanti).
Non so, è probabile che con gli anni ci siamo sempre più assuefatti a non vedere un certo tipo di violenza sia in tv che al cinema (ed è una parentesi che apro e chiudo velocissimamente: qual è l’ultimo Blockbuster che ha davvero mostrato del sesso o del sangue a grandi e piccini?) e che quindi, basta una scena solo leggermente più spinta, a farci parlare di “crudezza”.

7. Pensi di essere in grado di poter scrivere qualcosa solo per poter "rimanere a galla" in questo mare di scrittori?
Guarda, probabilmente c’è in giro un po’ troppa ideologia romantica, sul tema della scrittura. Scrivere è un lavoro, punto e basta. Se si vuole farlo è necessario, come in tutti i mestieri di questo mondo, anche scendere a compromessi. Lo si fa quando si propone il testo a un editore e questi propone cambiamenti, anche pesanti, sul tuo lavoro e lo si fa anche quando si scrive un genere che non piace, perché in quel momento “tira”. Probabilmente è triste da dire, ma è così che funziona.
Emilio Salgari, uno dei più grandi romanzieri italiani, ha sempre lavorato a questa maniera e si è guadagnato, da morto, la gloria, tanto che i suoi romanzi sono ancora letti e comprati nonostante siano passati un centinaio d’anni; eppure lui scriveva soprattutto per sbarcare il lunario, storie che dovevano velocemente far presa sul pubblico.
Chiaro che poi devi trovare un giusto equilibrio tra una storia che ti piaccia da mettere su carta e i gusti del pubblico, altrimenti non è possibile buttare giù neanche mezza parola.

8. Hai provato a contattare una casa editrice per pubblicare il tuo lavoro?
E chi non lo fa?:) Certo che ci ho provato, per un anno sono stato appresso a molte case editrici. Alcune mi hanno scartato, altre non hanno nemmeno risposto, un paio si sono dimostrate interessate al manoscritto, anche se poi, al momento dei fatti, si sono tirate indietro; era uno dei problemi personali di cui accennavo prima. L’importante è cogliere sempre un rifiuto con sportività, senza lasciarsi abbattere. Io ero (e sono tuttora) convinto che la mia storia fosse abbastanza valida ed è poi per questo che ho deciso di autopubblicarmi (lo ricordo: senza versare alcun contributo a nessun editore). Ci sono mille ragioni per cui un editore può rifiutare un manoscritto, una delle tante è che magari non è interessata al genere che proponi.

9. Toglimi una curiosità, come trovi i blog a cui affidi il tuo libro? Ci sono delle caratteristiche particolari che ti permettono di sceglierli? 
Mi aiutano molto gli aggregatori di google; individuo un blog che parla di scrittura, ci navigo un po’ per capire se possono essere interessati a parlare del mio romanzo e poi invio loro una mail. Alcuni rispondono negativamente perché magari non sono interessati o al momento sono impegnati, altri non rispondono, qualcuno mi ha pure chiesto dei soldi, ma per la maggior parte devo dire che ho sempre trovato la massima disponibilità e correttezza. In effetti è bello che ci sia questo nutrito sottobosco di persone che amano la lettura e che riescono a trovare il tempo anche per la tua opera. Lo fanno per passione e hanno tutta la mia simpatia e i miei ringraziamenti.

10. Ti è già capitato di ricevere pareri negativi e immotivati? Come reagisci (o reagiresti)? 
Sono stato fortunato: tutti quelli che hanno letto Scritto nel Sangue, hanno detto che gli è piaciuto, quasi non ci credo!
Sono sempre molto aperto alle critiche, anche a quelle feroci, purché siano motivate: una critica pesante serve a me per crescere come persona e come “autore”, a migliorarmi.
Si impara molto da una persona che ti fa notare i difetti, anche se magari usa parole dure, perché puoi sempre cercare di correggerli. Una critica vera appunto, dovrebbe servire a questo.
D’altro canto, una critica fatta solo per odio o per trolling può provocarmi giusto una risata. Per carità, i gusti son gusti e nulla da dire, ma scrivere di un romanzo, uno qualsiasi, che “è brutto”, a parer mio non serve a nessuno: ne a te che l’hai scritto, quel romanzo, perché non ti spiega il *perché* sia brutto, ne a un altro eventuale lettore, che magari vorrebbe conoscere altri pareri prima di comprarlo.

Bene, direi che possiamo lasciarti tranquillo. Se volete saperne di più sul libro, vi lascio il link con la mia Recensione

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