sabato 16 gennaio 2016

Giveaway di "La legge del desiderio" - Intervista

Buongiorno! Siamo arrivati all'ultima puntata per questo Giveaway. 
Martedì abbiamo dato il via al tutto con la presentazione del libro in palio e le regole (QUI), Giovedì invece abbiamo avuto modo di leggere un piccolo estratto (QUI), oggi invece ci sarà una breve intervista direttamente all'Autore! 

Titolo: La legge del desiderio
Autore: Martin Milk
Pagine: 190
Prezzo: € 13 cartaceo e € 2.99 ebook Amarganta
Trama: In un afoso pomeriggio estivo, il giovane Mario rivela a don Gianni, il suo confessore, le morbose passioni che lo tormentano. Scopre così che il prete condivide il suo stesso segreto e con lui inizierà un percorso dominato dall’erotismo e dal soddisfacimento della lussuria più sfrenata. Don Gianni insegnerà al ragazzo come assecondare brama e dedizione, come lui ha conciliato pulsioni, ministero e vita sociale. Verranno ben presto risucchiati in un vortice perverso alimentato dal desiderio.
Il desiderio è sempre in agguato, pronto a irretire le coscienze e a regalare gioie effimere ma pure è governato dalle sue leggi ed esige un prezzo che tutti devono pagare.




1. Buongiorno Martin, vorrei prima di tutto ringraziarti per esserti ritagliato del tempo per noi. So che il tuo nome è uno pseudonimo e quindi non posso chiederti cosa fai nella vita di tutti i giorni... posso però domandarti in che modo hai deciso di scegliere questo nome perché la decisione di usare Milk, mi incuriosisce molto!
L’idea devo essere sincero è nata un po’ per caso, cercavo uno pseudonimo che fosse comunque collegato a me, e avevo pensato all'anagramma del mio nome, ma poi di tutto era rimasto solo Martin. Avevo appena ricevuto una proposta editoriale per il primo e-book che pubblicai qualche anno fa, e avevo fretta. Alla fine accostai Milk, in onore al famoso Harvey Milk che tanto ha fatto negli anni ‘70 per la comunità LGBT americana e di riflesso per i diritti di tutti noi.

2. Passiamo ad un qualcosa di più... classico. Cosa ti ha spinto ad andare oltre e scrivere un libro e non il "solito" racconto?
Credo si tratti del bisogno di impegnarsi in qualcosa di più corposo. Come autore ho iniziato con i racconti brevi, dove magari veniva riportata una singola situazione erotica con il contorno per dare più dimensioni alla storia, ma poi le vicende si aprivano e si chiudevano con quella singola esperienza. Nel caso de “La legge del desiderio” tutto quello che volevo raccontare non poteva svilupparsi in un solo racconto di poche pagine. Avevo dentro una realtà che dovevo tirare fuori, e che mi ha preso per mano in tutta la sua stesura, e questo è stato il risultato.

3. Lo ammetto, non conosco quello che hai scritto in precedenza ma trovo molto particolare la scelta dei protagonisti per questo libro. Perché parlare proprio di una relazione sessuale tra un Prete ed un ragazzo? C'è una motivazione in particolare per questa scelta o più semplicemente, l'ispirazione è nata per caso?
Giusto per colmare la vostra curiosità sui precedenti lavori: sinora ho pubblicato due raccolte di racconti brevi omoerotici (“Storie da Orsi” e “Sarà per un’altra volta e altre storie di orsi, di viaggi e di amore tra uomini”, i cui protagonisti sono normalissimi gay, con preferenza per la comunità ursina (i c.d. bear), quindi parlo di “orsi”, uomini pelosi, muscolosi o sovrappeso, giovani (cub) o anche meno giovani (daddy o polar bear) che amano e hanno rapporti con altri uomini, differenziando ovviamente le situazioni: dalla coppia ai rapporti a tre, dai rapporti occasionali a quelli strutturati. Diciamo che in quei racconti, e più in generale nel mio modo di fare erotismo, mi concentro su situazioni realistiche del mondo LGBT, forse un po’ in risposta alle mode attuali che propongono in modo ossessivo un certo tipo di standard per l’omosessualità, che però non identifica la realtà dei fatti (e purtroppo a volte stigma e instilla il pregiudizio). Siccome quello che trovavo in giro non mi convinceva ho deciso di scrivere quello che mi sarebbe piaciuto leggere. “La legge del desiderio” un po’ riprende questa mia tendenza a descrivere il mondo LGBT senza fronzoli o glitter, ma se ne discosta perché l’idea guida era una storia che ho avuto modo di conoscere direttamente e che mi ha colpito molto. So che gran parte delle persone credono che in questo periodo vada di moda scrivere erotico in ambito ecclesiastico, ma io sentivo la necessità di scrivere questa storia per altri motivi, tra cui il rendere giustizia a una situazione che meritava di essere raccontata. L’attualità moderna infatti ci sta di nuovo proponendo una serie di fatti che raccontano la vita sessuale dei preti, la quale sconfina spesso con le imposizioni a cui i credenti sovente vengono sottoposti in merito. La mia è solamente una storia tra le tante del coro, romanzata sì, ma purtroppo appartenente alla realtà.
Avevo questo romanzo in mente da tanto tempo e solo nel 2015 ho avuto la possibilità di poterlo concretizzare davvero. È molto crudo, non solo per il tipo di erotismo ma per i concetti che in esso sono presenti, ma è rappresentativo comunque di come funzionino le cose, tra i pregiudizi, i dogmi e soprattutto le contraddizioni del nostro tempo. Di sicuro non è una storia leggera né il suo intento è quello di parlare di amore o affetto, ma dell’amore malato che si aggiunge alla concezione malata, diffusa soprattutto in certi contesti, di come possano essere i rapporti che non rientrano nello stigma imposto dalla fede. Se poi ci aggiungiamo la mia tendenza a essere crudo e diretto nel rapporto, descrittivo sì, ma con la tendenza a esprimere anche cosa succede internamente alle persone che agiscono nella scena, anche mentre fanno del sesso, il cocktail è completo. Io tra l’altro vivo una dimensione sul piano fisico molto libera, non ho pregiudizi sulle pratiche, né a parteciparvi né a conoscerle per racconti indiretti, e ho lavorato molto su di me per abbandonare tutti i retaggi culturali che ci trasciniamo addosso verso la passione sessuale. Finché le persone sono adulte e consenzienti, io non giudico nessuno, se fanno qualcosa che fa loro piacere. Con questo non voglio dire che accetto di fare qualsiasi pratica con un partner, ma solo che non giudico altri che lo fanno.

4. Stai già progettando altri libri?
In questo momento sto lavorando a una nuova idea, sempre di stampo omoerotico ma di impianto totalmente differente da “La legge del desiderio”. Si tratta (ve lo anticipo, anche se non si dovrebbe) di un racconto basato su una passione improvvisa di un uomo adulto, una riscoperta del sé. Non oso dire di più perché altrimenti vi rovinerei la sorpresa!

5. Come ti sei sentito dopo la pubblicazione di "La legge del desiderio"?
Sinceramente? Libero. Come vi dicevo, questa storia apparteneva al mio cumulo di ricordi, nei concetti e nelle cose che mi sono state raccontate, e nel coinvolgimento per quanto ho conosciuto di persona. E non posso negare che una piccola parte di me comunque fosse ancora colpita da quanto ho toccato. Rielaborare i vissuti e rimetterli in gioco mi ha aiutato a liberarmi da quel peso. Di sicuro questo è quanto ho provato.

1 commento:

“Ciò che è stato scritto senza passione verrà letto senza piacere”
(Samuel Johnson)