venerdì 25 marzo 2016

We know something #74

Titolo: L'Ombra di Lyamnay
Autore: Annarita Faggioni
Genere: Fantascienza
Pagine: 244
Prezzo: € 16.49 cartaceo - € 1.49 ebook Amazon
Trama: John Reckon, climatologo in carriera alle Forze Internazionali, perde conoscenza mentre sta lavorando al “Progetto Skylhope”, la città-prototipo che dovrebbe salvare milioni di vite dagli sbalzi climatici sempre più incontrollabili. Si risveglia vent’anni dopo, in quella che sembra essere la rappresentazione reale del suo modellino. La nuova Skylhope, però, ha un lato oscuro da nascondere: Reckon dovrà difendersi da mille minacce, mentre su Skylhope incombe la maledizione della dottoressa Nayl (scomparsa in un incidente di laboratorio anni prima) e l’ombra di Lyamnay, “Il mostro di Skylhope”,  pronta a mietere nuove vittime.

L'Autrice
Annarita Faggioni (Taranto, 19 Ottobre 1990) è autrice, lit-blogger e copywriter. Laureata con 110 e lode in Lettere e Cultura del Territorio a Taranto (sede distaccata di Bari), è stata giudice letterario in diversi concorsi. "L'Ombra di Lyamnay" è il primo romanzo, dopo la raccolta di poesie "Canto D'Inverno" (2011) e l'antologia "I racconti depennati" (2013).


PRESENTAZIONE
Un romanzo che genera inquietudine e punta alla riflessione su un mondo distopico, dove l'assenza di fantasia è legge. Attraverso le figure ambivalenti dei diversi personaggi, L'Ombra di Lyamnay traccia una piccola città-stato, che ha su di sé il peso della sopravvivenza dell'unica umanità rimasta. Incontrando i vari personaggi, il nostro protagonista si trova in situazioni paradossali, dove non tutto è semplice da spiegare, ma tutto ritorna, come il ruotare del Macchinario che mette in moto la coltre che difende e al tempo stesso rinchiude la città di Skylhope. La storia avvincente fa sì che il lettore non riesca mai a staccarsi, per capire come va a finire. Il libro ha delle scene cult molto difficili da dimenticare: la morte di Lorenza A, la prima delle vittime della società skyldoniana, sarà la base per John Reckon, che scoprirà non solo come funzionano davvero le cose nel mondo paradossale di Skylhope, ma anche qualcosa di più su se stesso e su come salvare il mondo dal quale proviene. La lingua di Skylhope, ispirata alla lingua di 1984 di Orwell, lo skyldoniano, aumenta il senso di angoscia del lettore, che si trova a vivere le stesse condizioni del protagonista, intrecciando con John una storia difficile da dimenticare.

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“Ciò che è stato scritto senza passione verrà letto senza piacere”
(Samuel Johnson)