giovedì 5 maggio 2016

We talk together #15

Titolo: Quando gli angeli meritano di morire
Autore: Tomasiello Veronica
Pagine: 378
Prezzo: € 17
Genere: Romanzo - Fantasy
Trama: “Time is running out” dei Muse palpita impetuosa nella stanza di Gabriele mentre è impegnato a condurre la sua vita di sempre, ignaro del mondo invisibile che lo attende. Non sa ancora di essere ricercato da due fazioni angeliche in lotta da più di mezzo secolo, sulla Terra e in Paradiso, e sarà presto travolto da una sequela fatale di eventi, prendendo parte al conflitto inestinguibile tra bene e male. Pagine intense in cui il protagonista perde dolorosamente pezzi della sua esistenza umana per vestire la sua nuova identità, unica e mai vista tra angeli, demoni e uomini. La fantasia smisurata si impossessa della realtà e la voce giovane e appassionata dell’autrice rende l’urban fantasy prepotentemente coinvolgente.


INTERVISTA A VERONICA TOMMASIELLO

Ciao Nica, grazie per esserti prestata a questo piccolo sequestro :)
Incominciamo con qualcosa di facile. Parlaci un pò di te
Ma figurati! Adoro i sequestri a tema letterario. ;)

Studio Creative and Media Writing all'università di Portsmouth, ma sono originaria di Portogruaro, in provincia di Venezia. Mi sono diplomata l'anno scorso al liceo classico del paese, mentre ero a caccia di un editore per Quando gli angeli, come lo abbrevio affettuosamente io.

Quando non studio, lavoro come sceneggiatrice di fumetti freelance, traduttore ed editor.

E, quando non lavoro, sono una geek senza speranza di redenzione: amo la Marvel in ogni sua forma, leggo (troppi) fumetti e romanzi fantasy o sci-fi, guardo film e serie TV, se ho il tempo gioco anche ai video game. Sono affascinata da tutto ciò che costituisce un racconto, quale che sia il mezzo di comunicazione.

Giuro che ogni tanto mangio e dormo come tutte le persone normali!

Siamo sicuri? Dopo tutto quello che hai appena elencato, mi fai venire qualche dubbio ;) 
Come mai hai deciso di scappare da questo paese? 
È una domanda che mi rivolgono in tanti dall'altra parte della Manica. La risposta è molto semplice: ho deciso di voler seguire la mia passione, che è sempre stata la scrittura, e in Italia ci sono ben poche occasioni per farlo, figurarsi all'università. Avendo trascorso sei mesi negli Stati Uniti come exchange student, sapevo già che nei Paesi anglofoni esiste una laurea in scrittura creativa, così ho pensato: "Perché no?"

Immagino che sia una domanda particolarmente usata... e sfortunatamente anche la tua risposta è abbastanza tipica. Cosa ne pensa la tua famiglia di questa tua passione per la scrittura? E soprattutto, come hanno reagito quando hai deciso di partire?
Ho la fortuna di avere una famiglia che mi supporta in tutto ciò che faccio. Fin da quando ero bambina, hanno sempre incoraggiato il mio interesse per la scrittura, nonostante il genere fantasy non sia proprio nelle corde di mia madre né di mio padre.

Quando ho chiesto loro di studiare all'estero, non credo se ne siano sorpresi più di tanto: l'inglese – e, in generale, le lingue straniere – è l'altra mia grande passione. In un certo senso, l'esperienza negli Stati Uniti li aveva anche preparati al distacco. Per loro l'importante è che io sia felice, perciò, ancora una volta, ho ricevuto solo affetto e sostegno.

Dimmi... indiscrezione da gossip... oltre alla passione per tante cos', c'è anche un fidanzato in tutto questo? :D
Non so se avrei il tempo materiale, a dire la verità! Ma, se ci fosse, sarebbe una ragazza. ;)

Per il momento no, però non escludo che in un prossimo futuro qualche donzella britannica si ritrovi invitata a un comic-con o una movie night. Guadagna punti se è Team Iron Man!

uuuuuuuuuuu Team Iron Man tutta la vita!!!! :D Comunque immaginavo che con tutti quegli interessi, ci fossero delle difficoltà di tempistica ma non si sa mai, no? Dimmi... qual'è stata quella cosa che ti ha ispirato questo romanzo? 
E, dopo questa tua dichiarazione di fedeltà al giusto team, possiamo essere amiche per sempre. :D

Comunque, cominciai a scrivere Quando gli angeli a tredici anni circa. All'epoca, ero una grande appassionata di manga – mi piacciono ancora, anche se i miei interessi sono migrati verso i fumetti occidentali – e il mio preferito era Angel Sanctuary di Kaori Yuki. In quello stesso periodo, leggevo Quando il Diavolo ti accarezza di Luca Tarenzi, uno dei primi romanzi fantasy di un autore italiano che avessi mai visto, e Due candele per il Diavolo di Laura Gallego García.

Ero innamorata di quelle storie, ma decisi anche che ero stanca dello stereotipo "angeli buoni contro demoni cattivi". Ecco perché i veri antagonisti di Quando gli angeli sono una fazione di angeli! Mi piace distinguermi dalla massa, fa molto hipster. ;)

Iron Man possiede di diritto un pezzo del mio cuore! :D
Quindi, hai deciso di ribaltare un pò lo stereotipo degli Angeli ma per quale motivo hai deciso di pubblicare proprio questo libro? Immagino che non sia l'unico che hai scritto.... quindi, perchè proprio Lui?
Anche questa volta la risposta è semplice: tra stesura della prima bozza, revisione e correzione, ho impiegato quattro anni a finire Quando gli angeli. Quattro anni di sudore e sangue. A quel punto, era imperativo non solo tentare, ma riuscire a trovare qualche pazz––err, qualche editore che credesse in quella storia quanto ci credevo io! Il processo è stato lungo e tante volte persino io, che sono testarda, sono stata tentata di lasciar perdere, ma poi Gabe, il protagonista, mi guardava male e mi faceva sentire in colpa. :D

E poi, Quando gli angeli è anche un pezzo di me. È la trasposizione cartacea dei miei anni di liceo, tra greco e latino, manga, cosplay e fantasy; è un patchwork di incertezze adolescenziali e altrettanto adolescenziali convinzioni. C'è così tanto di me in questo romanzo che, semplicemente, non potevo chiuderlo in un cassetto e dimenticarmene. Ho un brutto carattere e così anche lui: avrebbe finito col fare a pezzi il mobile.

Credo di essermi già innamorata di Gabe!  Comunque, quanto hai dovuto eliminare dalla prima stesura?
Nella prima versione in assoluto, che scrivevo in modo sconnesso tra una fanfiction e l'altra in terza media, c'erano tre capitoli che ho poi completamente cestinato l'anno dopo, quando ho cominciato a dare un senso alla trama invece di vomitare parole in base all'ispirazione. Sì, non sono molto ordinata quando scrivo.

Di quei primi tentativi, l'unica parte a essere rimasta più o meno integra nel corso degli anni è il prologo: è quello il vero embrione di ciò che poi sarebbe diventato Quando gli angeli. Conoscendo la mia mania di perfezionismo, è un miracolo che si sia salvata anche solo una pagina della prima stesura

Ahahahah detta così, effettivamente è un miracolo. Come mai hai deciso di pubblicare in italiano e non in inglese? In fondo, sei andata via anche perché qui, gli esordienti non vengono considerati molto
In realtà sono andata via perché per un appassionato di scrittura la pubblicazione di romanzi è spesso l'unica strada, in Italia, e in quel caso ci sono ben poche speranze di una retribuzione degna di nota, mentre io vorrei fare delle storie il mio mestiere.

In ogni caso, ho pubblicato in italiano perché, a tredici anni, non sarei stata capace di scrivere un intero romanzo in inglese. Infatti lo sto facendo solo ora: si tratta di Story, un meta-romanzo fantasy che aggiorno a puntate sul mio account Wattpad (https://www.wattpad.com/user/MrEvilside) con la speranza che, una volta finito, riuscirò a farlo pubblicare da un editore inglese.

Beh, dato il successo di alcune persone proprio grazie a quella piattaforma, direi che è una cosa fattibile. 
Ora che è uscito, come ti senti?
 … Strana. All'improvviso tante persone mi rivolgono complimenti e congratulazioni, mi chiedono del libro, della storia, dei personaggi, si comportano come se tutto per loro fosse nuovo, mentre per me è "vecchio" di anni. Quello che più mi ha stupito è stato il mio ex prof di storia e filosofia, quando mi ha detto: "Ma dai, non mi aspettavo proprio che avessi scritto un libro!"

Questa esperienza mi ha fatto anche ricredere riguardo la veridicità della frase cliché "Un sogno diventato realtà". Prima pensavo fosse una sciocchezza melensa, ma è proprio così: mi sento come se avessi appena raccontato a tutti un sogno avuto un anno fa.

Quali sono i tuoi futuri progetti?
Dopo l'università, vorrei rimanere in Inghilterra – o comunque in un Paese anglofono – e lavorare per una compagnia cinematografica, oppure una casa editrice, di libri o fumetti che sia. Quanto ai progetti letterari, vorrei finire il romanzo su Wattpad, cominciarne centordici altri per cui annoto le idee sul cellulare e terminare anche un progetto personale sui fumetti, un embrione di graphic novel ancora privo di un artista (o di una sceneggiatura completa, tanto per dire).

Praticamente, vorresti conquistare il mondo ma stai ancora finendo il progetto :D
Ultima domanda. Cosa vorresti dire a tutte le persone che hanno letto o leggeranno il tuo libro?
Come hai scoperto il mio piano malvagio segreto?! Me l'hanno ispirato Mignolo e il Prof!

Quello che vorrei dire c'è anche nella pagina dei ringraziamenti, ma repetita iuvant: gente, scriveteci fanfictions. Per me sarebbe uno dei maggiori successi come scrittrice, se i miei lettori si innamorassero così tanto dei personaggi da voler dedicare loro delle storie.

E anche un'altra cosa: che l'abbiate preso perché la copertina è figa (sì, lo è, inutile negarlo), perché il titolo troppo lungo vi ha incuriosito o perché eravate sinceramente affascinati dalla trama, grazie mille. Comprare un libro è un po' come dare fiducia al suo scrittore, perché pensiamo che sia abbastanza interessante da concedergli tempo e denaro. Spero che il mio mostriciattolo se li meriti. :)

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“Ciò che è stato scritto senza passione verrà letto senza piacere”
(Samuel Johnson)