martedì 13 settembre 2016

Anteprima

“Questa è l’epoca dei quizzoni. In ogni quartiere, in ogni casa, solo e nient’altro che quiz. Più cresce l’intelletto umano, e più diventa raffinato il cervello dei bambini, più si stabilisce la perversa necessità del quiz. A quando risalgono i primi vespasiani di Calcutta? Se si caga per strada a Londra, a quanto ammonta la multa? Come si chiama il nonno dell’allenatore di cricket Kopil Dev? Perché le mazze da cricket sono immuni alle termiti? Dove si va per comprare alcolici sottobanco a Shantiniketan? Simili domande e le loro rispettive risposte, sono tenute in serbo numerose.”


Titolo: Gli ammutinati di Calcutta
Autore: Nabarun Bhattacharya
Pagine: 288
Prezzo: € 15 
Uscita: 22 Settembre
Trama: Due gang rivali sul finire del XX secolo si scontrano e si incontrano in una fantasmagorica Calcutta. La prima gang è composta dagli iconici Fyataru, un gruppo di angeli punk dal retrogusto anarchico che vivono ai margini della società e combattono le disgustose ipocrisie di un sistema politico e burocratico stantio, malvagio e corrotto. Con i loro poteri sovrannaturali, fra cui spiccare il volo al solo pronunciare un cacofonico mantra e lanciare bombe di escrementi umani in testa ai ministri corrotti, i Fyataru mirano ad eliminare tutti gli “ismi” e tutti gli “scismi” che tormentano l’umanità urbana. La seconda gang è formata dai Choktor, una setta magica di stregoni tantrici. Seguendo i saggi consigli di un progenitore-sciamano nelle vesti di un uomo-corvo, le due gang si uniscono e danno vita ad un’insurrezione scoordinata e rivoluzionaria. 

Calcutta diventa l’improbabile campo di battaglia di una guerriglia diretta contro le forze del Governo a cui partecipano i poveri, gli scontenti, ma anche gli scheletri, i fantasmi e dischi volanti. La polizia è allo sbaraglio, e il Governo è costretto a proporre un trattato di pace con esiti misteriosi. 


Nabarun Bhattacharya (Beherampore 1948 – Kolkata 2014) è lo scrittore e poeta più controverso e più amato fra le nuove generazioni urbane e fra le frange più liberali, progressiste e radicali del Bengala. Diventato famoso grazie al romanzo breve Herbert (1993), vincitore del prestigioso Sahitya Academy Award, la sua prematura scomparsa ha lasciato un immenso vuoto nel parorama contemporaneo degli intellettuali del Bengala; il regista Q (Love in India, Gandu, Tasher Desh) ha diretto un documentario dedicato alla vita, alle idee e alle creazioni di Nabarun Bhattacharya, che verrà presentato in anteprima in Italia da fine settembre in occasione dell'uscita del volume di Metropoli d'Asia.

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(Samuel Johnson)