giovedì 6 ottobre 2016

Mezza Tazza... la sorte della Pagina 69 #36



"«No, questa è una cazzata! Io volevo dirti muoviti, perché di uomini decenti intorno alla quarantina ne sono rimasti pochi e, se non vuoi proprio uno scarto di produzione, è meglio che ti ributti subito nella mischia. La concorrenza è spietata.»
«Pensavo tu fossi una donna emancipata!»
«Emancipata non è sinonimo di zitella.»
«Hai ragione… Però nemmeno tu hai un compagno.»
«Tesoro, io dirigo un’azienda, ho decine di dipendenti e due marmocchi che mi succhiano il sangue. Non ho tempo né voglia di trovarmi un marito. Quando mi va di vedere un maschio, ne scelgo uno dal catalogo e lo pago.»
«Ah, bella idea! Me ne regali uno per il prossimo compleanno? Perché l’anno scorso mi hai portata a vedere quella Tosca lì, hai speso una follia per i biglietti, mi hai fatto comprare un vestito che parevo la regina Elisabetta e mi sono uccisa dalla noia, addormentata quasi subito e le poltrone erano pure scomode. Con gli uomini almeno mi addormento dopo. Sono soldi spesi meglio.»
Mormora qualche insulto cinese che per fortuna non riesco a capire e mi dà una pacca sulla coscia per farmi alzare dal lettino.
«La tua festa quest’anno la organizza Amanda, tranquilla. E adesso vai a pagare e lasciami lavorare» dice, mentre torniamo nella sala dove sono tutte all'opera sulle unghie. «Posso chiedere uno sconto in quanto tua amica?» sussurro e le strizzo l’occhio.
«Sconto? Io no capile, no pallale tua lingua» mi risponde e si allontana verso due neoassunte che, vedendola arrivare, diventano rigide e tese come studentelle sorprese dal preside a fumare nei cessi."

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(Samuel Johnson)