venerdì 28 ottobre 2016

We know something #97


Titolo: Ricordami che devo ammazzarti
Autore: Tommaso Galligani
Pagine: 160
Prezzo: € 16
Trama: Un uomo solitario, a bordo di una Panda scassata, percorre senza meta i boschi dell'Appennino tosco-emiliano in ricerca di un rifugio dalla fame e dalla follia esplose intorno a lui. La terra sembra essere giunta al capolinea per ragioni che nessuno riesce a spiegare: è di scena l'Apocalisse. Ma il fuggitivo non si arrende e continua a correre, cercando di sopravvivere e di incontrare un compagno di viaggio che lo aiuti a tirare avanti e... magari gli racconti una storia. Sì, perché in questo scenario catastrofico e grottesco, senza più valori, punti di riferimento o mezzi di comunicazione, forse l'unica forma di resistenza è proprio parlare, rievocare, narrare, tra le macerie, "il mondo di prima". E tra le righe delle storie "a catena" raccontate dal protagonista e dai personaggi nei quali egli si imbatte lungo la strada ubriaconi, spostati ed emarginati, ognuno con il suo carico di deliri - il lettore potrà scoprire, un colpo di scena dietro l'altro, quanto profondi e perversi possano essere divenuti gli abissi interiori dei pochi superstiti rimasti a guardare in faccia la fine.


Tommaso Galligani, classe 1979, giornalista. Laureato in Giurisprudenza con una tesi in storia del diritto penale, master in Giornalismo a Bologna. Vivo a Firenze, dove scrivo di politica, cultura e cronaca per l' Ansa. Tra le mie divinità letterarie di riferimento ci sono Dick, Sterling, Matheson, Lovecraft, Bukowsky, Gibson, Benni, Calvino e alcuni tra i più grandi grandi sceneggiatori del fumetto americano, come Alan Moore, Frank Miller, Garth Ennis, Mark Millar, Warren Ellis. Nel 2013 ho pubblicato per Galassia Arte il mio primo romanzo, 'Ricordami che devo ammazzarti'. 'Sporcizia, stupore e una pioggia di morte' fa parte di un'ideale trilogia pulp incentrata sul tema della decadenza della civiltà occidentale che si concluderà con un terzo romanzo, 'Black Karma', attualmente in fase iniziale di elaborazione. 

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(Samuel Johnson)