giovedì 11 maggio 2017

Mezza Tazza... la sorte della Pagina 69 #65

Che libro passerà tra le mie mani oggi? La casa di tutte le guerre di Simonetta Tassinari
"Laura lo disse come se si trattasse di una delle sue colpe maggiori: a Rocca la gente si fermava a fare  saluti o commenti anche se uno era affacciato alla finestra di un primo o un secondo piano, e l’altro era per strada. Bastava alzare la voce, dopotutto. Naturalmente, nessuno avrebbe avuto voglia di chiacchierare con Tito, ma era comunque molto grave che passasse tra la gente normale con la testa rincagnata nelle spalle, il muso lungo e la bocca cucita, senza mai entrare nei bar quando c’era una partita o una tappa del Giro d’Italia. Sembrava di capire che sarebbe stato più accettabile che tentasse di ricevere un sorriso o un saluto da qualche paesano, magari ricevendone un diniego, e non che non ci provasse neppure e addirittura che sembrasse provar fastidio alla vista di qualcuno. Molti anni prima, dopo il suo matrimonio, se n’era andato in Germania e poi, dopo una serie di fallimenti, era rispuntato in paese, non si capiva perché.
«E non sai la cosa più tremenda. La Lisa ha preso quest’anno la prima Comunione, a undici anni, perché Tito non voleva.»
Allibii. Era buona usanza far comunicare i bambini per la prima volta a sette, otto anni, non di più, dopo un solo anno di catechismo. Inoltre anche a Bologna c’erano moltissimi comunisti, anzi la mia città era detta «la rossa» e mio padre, da democristiano, era guardato storto dalla maggior parte dei suoi colleghi, eppure quasi nessuno di mia conoscenza aveva impedito ai figli di frequentare la chiesa."


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