giovedì 8 giugno 2017

Red Kedi and fluorescent green nail polish (Matteo Bianchi)

Matteo Bianchi è uno scrittore italiano e appassionato di Musica. 
Dopo aver terminato il servizio civile in un istituto per la cura di bambini psicotici, nel 1993 scrive alla casa editrice Stampa Alternativa facendo finta di aver scritto un rapporto sull'esperienza appena vissuta. Gliene manda due pagine (le uniche effettivamente scritte) e viene contattato inaspettatamente dal direttore editoriale M. Baraghini, che vuole pubblicare tutto il memoriale. 
Oggi, dopo 24 anni, Matteo ritorna nelle librerie con Maria accanto. 

“Che fareste se ad un certo punto della vostra vita vi apparisse la Madonna?”
Betty, la protagonista del libro, è una semplice ragazza di Milano che ad un certo punto inizia a vedere cose strane, fino a quando nella sua camera appare Maria, che le chiede di essere semplicemente sua amica. Ma appena arriva Maria, qualcosa cambia nella vita di Betty, e sarà la stessa protagonista a guardare il mondo da un altro punto di vista.

Il libro, come ha affermato lo stesso autore, tocca dei temi importanti, senza mai andare in profondità.

“Il fatto che nel libro, Maria si vesta con i jeans la rende parte del nostro mondo, più umana. La nostra immaginazione ci fa credere che ciò che fa parte del Cielo non ci appartenga: ciò non è vero, siamo noi invece che non facciamo parte del Cielo e non capiamo. Non è facile comprendere questa unione tra Cielo e Terra”

Tra una domanda e l’altra sulla trama ed i personaggi, non poteva assolutamente mancare la curiosità più comune. Com’era nato il libro? 

“Ero con un amico regista, Max Croci, ad un festival di cinema a Maiorca. Una mattina, al tavolino di un bar chiuso sulla riva del mare, mentre eravamo alla ricerca di ispirazione per il prossimo film, mi è venuto da raccontare tutta la storia, che come cortometraggio non poteva andare bene. Ne ero così preso che mi spiaceva lasciarla lì, a prender polvere in un cassetto e quindi, decisi di scrivere un romanzo”

Dice di non aver abbandonato assolutamente l’idea di farlo diventare un film ma la vede dura non essendo una storia facilmente etichettabile (cosa di cui è particolarmente orgoglioso). 

Orgoglioso anche perché scrivere, per lui, è una sofferenza ma in questo caso, è fiero del lavoro finale. Lo dimostra anche nei piccoli dettagli, come l’inserimento dell’artista teologo Jan Knap, che aveva scoperto molti anni prima e che ha voluto inserirlo perché “ci stava bene e dipingeva una Madonna non divina ma umana”. 


Una storia in precario equilibro tra romanzo e blasfemia, Maria accanto è una nuova sfida che oggettivamente, a parere di credenti e non, ha superato molto bene. 

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“Ciò che è stato scritto senza passione verrà letto senza piacere”
(Samuel Johnson)