mercoledì 28 marzo 2012

Il delirio di una giornata #1

È buio.
No, non è vero, le due finestre fanno entrare la luce della luna e soprattutto quella dei lampioni.
Tu sei lì, vicino a me, tranquillo. Te la ronfi come non mai e mentre ti giri per trovare una posizione comoda in questo letto per puffi, mi dai una gomitata nelle costole. Romantico eh? Non aspettavo altro!
Tra un tuo brontolio e lo zampettare dei mille animali che popolano la mia camera, ripenso alla giornata faticosa e agitata che ho passato mentre ti aspettavo ansiosamente.
Il mio sport preferito è ronfare ma se ho degli impegni, cerco di non essere vergognosa come al solito e mi alzo ad un orario “decente”. L’importante però è il risveglio, tranquillo e graduale, con una colazione abbondante e abiti comodi… Col piffero! All’alba delle 8 giù dalle brande, con sperleccata di uno dei nostri cani e all’ultimo, abbandonata con un micro mostro che si ostinano a dirmi che è mio fratello. Spero in una colazione soddisfacente ma nulla… Latte freddo, due biscotti e via a sistemare casa!
Straccio umido in una mano e telo asciutto nell’altra, sono pronta per cancellare le impronte digitali dei dinosauri che popolano gran parte dei vetri di casa. Dopo varie ingiurie e una lotta contro un adesivo in silicone giovane come Izma, cambio armamentario e mi tuffo in una sfida all’ultima piroetta con la polvere.
Dopo questo duro riscaldamento, ne approfitto per rifocillarmi come Obelix e poi, sfortunatamente, intraprendere la vera sfida della giornata. Rendere vivibile il mio angolino.
Studi scientifici, fatti da me, hanno dimostrato che la polvere è imparentata (anche se alla lontana) con i conigli, data la velocità con cui si riproduce. Posso anche dire, con una certa sicurezza, che dei loro avi, erano addirittura ghepardi (data la velocità con cui si spostano da un oggetto all’altro) e sanguisughe (pare che si nutrano di ogni oggetto).
Dopo un iniziale e veloce riscaldamento di tutti i muscoli, prendendo in considerazione un’endovena di caffè (dato l’abbocco post abbuffata), mi armo di scopetto ultra elettrostatico e parto alla caccia dei conigli, inglobando anche i vari animaletti che impauriti tentano di fuggire su altri oggetti. Solo dopo la prima passata, mi rendo conto che era meglio se mi dedicavo al free climbing, dato che i vari oggetti sono ormai ritrovi (camporella) o luoghi adatti per i rave party di polveconiglio. Così mollo tutto e ricomincio, pensando che sono in questa situazione SOLO perché Lui dovrà arrivare qui per la prima volta. Funziona sempre così, passo mesi faticosi a creare l’abitat giusto per i miei esperimenti scientifici e poi di punto in bianco mi tocca distruggere tutto! La presentazione alla famiglia è un momento delicato e le aspettative sono molte… Il fortunato deve avere un conto in banca particolarmente elevato, esteticamente perfetto dato che dovrà poi procreare una prole forte e perfetta per il futuro, intelligente (mica possiamo mettere al mondo uno stupido!) e raffinato (ci vuole classe a sto mondo e se non lo diamo noi… chi potrebbe farlo??)… così ho pensato di presentare il mio Lord, pregando che nessuno si metta a fare la danza della separazione, con annessa canzoncina!! (fidatevi, è una roba scandalosa!)
Ovviamente però, non solo da me ci sono aspettative. Anche Lui si farà dei pensieri e bisogna fare in modo che non sia deluso. Così, eccomi qui, a faticare per un suo sorriso soddisfatto.
Bene, polvere fatta; pavimento decente (inutile dire pulito, visto che 4 maledettissimi pennuti si divertono a sputacchiare pellicine per tutta la stanza, cercando di capire chi la manda più lontano); oggetti di vario genere messi in punti strategici e alcuni direttamente nascosti in punti segretissimi; letto fatto (ho addirittura sprimacciato il cuscino! Ci manca solo il cioccolatino sul cuscino e poi possono tranquillamente rinchiudermi… che poi, già lo so, quando arriva, lo troveremo mezzo sciolto che imbratta tutto quanto!).
Finalmente mi posso concedere una bella doccia bollente (anche se fuori peliamo i 22 gradi), in modo da levarmi esseri strani che mi camminano sulle spalle. Dopo una cotonatura di capelli (e peli, visto che non è periodo di ceretta, li acconcio per essere carina in ogni modo), direi che posso finalmente dedicarmi alla lettura di quel maledetto Tato (no, non mi sono messa a spiare un tipo, è il libro che parla di una Tata uomo..) e aspettare tranquillamente (come no) l’ora fatidica.

- Fine prima parte -

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