lunedì 9 marzo 2015

Il veleno nell'anima

Titolo: Il veleno nell'anima
Autrice: Fujerof Mariana
Pagine: 214
Prezzo: €15
Trama: Torino, primi del 900. Un collegio femminile per ragazze di buona famiglia. La signorina Trachta, ormai orfana, trascorre le sue giornate nell'ombra, convinta di non valere nulla, sino a quando una lettera inaspettata non riporta nella sua vita l'affascinante fratello Ludwig, che la prende e la porta via con sé. Tra i due s'instaura da subito un rapporto ambiguo e morboso che lei, già fragile per gli incubi che la tormentano, non sa come controllare. In realtà, sotto la patina luccicante della quotidianità, si nascondono segreti che premono per tornare alla luce e che affondano le loro radici nel misterioso passato della sua famiglia.

Scarabocchio: La giovane Trachta è una ragazza cresciuta in un collegio, tra solitudine e scherzi di altre ragazze. Un giorno però compare il fratello Ludwig, che la salva da tutto e la porta nella loro vecchia casa, ricoprendola di attenzioni e amore. Un sentimento più forte dell'amore, quasi morboso li accompagnerà fino alla stanza della casa sul lago.

La storia di base è una di quelle già viste. 
L'amore morboso che nasconde un'instabilità pericolosa di due fratelli e l'amore puro di chi ricomincia a vivere per qualcuno. 
Se la cosa si limitasse a questo, potrei anche dire che alla fine, questa è una lettura passabile, magari anche veloce. Solo che no, non vi dirò questo. Non posso. 

Già dalle prime pagine (cosa che potete controllare voi stessi scaricandovi l'estratto) si capisce subito che c'è qualcosa che non quaglia. Non solo non ricordo se e quando è stato detto il nome della signorina Trachta ma non sappiamo mai chi sta raccontando. 
I cambi di punti di vista sono così repentini e uniti che non si capisce mai se a parlare è Lei, Lui o l'altro. 

Ci sono molte parti comunque confuse, come la scena in cui lei scopre di essere in dolce attesa. So che è uno spoiler grosso come una casa ma fidatevi se vi dico che se non l'avessi letto a mia volta, non me ne sarei accorta. Per una cosa del genere, vengono scritte ben 10 righe. Giuro! Per tutto il tempo non si avvertono sintomi strani, tanto lei sta già male per conto suo. Poi all'improvviso lo dice a lui e lui fa i bagagli e la porta in clinica per farla abortire. Dovrebbero andare via per due giorni e passiamo da questa decisione al momento successivo, quando è tutto finito. Per il resto del tempo lei continua a stare male, senza capire se il motivo è quello o solo la debolezza che l'accompagnava anche prima. Non lo sappiamo perchè non ce ne parla. Un dettaglio trattano in maniera così insignificante che mi chiedo perchè sia stato inserito. 

La storia è sfuggente, viviamo un anno in poche pagine, perdiamo pezzi e situazioni.


Con la mano sul cuore, mi chiedo con che criterio sia stato lasciato intatto questo racconto. Perchè non è stato sistemato? E sempre con il cuore in mano, vi dico di lasciar perdere. 

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“Ciò che è stato scritto senza passione verrà letto senza piacere”
(Samuel Johnson)