martedì 12 giugno 2012

Universi paralleli...

Titolo: Multiversum
Autore: Patrignani Leonardo
Prezzo: € 13,60
Pagine: 341
Trama: Alex vive a Milano. Jenny vive a Melbourne. Hanno sedici anni. Un filo sottile unisce da sempre le loro vite: un dialogo telepatico che permette loro di scambiarsi poche parole e che si verifica senza preavviso, in uno stato di incoscienza. Durante uno di questi attacchi i due ragazzi riescono a darsi un appuntamento. Alex scappa di casa, arriva a Melbourne, sul molo di Altona Beach, il luogo stabilito. Ma Jenny non c'è. I due ragazzi non riescono a trovarsi perché vivono in dimensioni parallele. Nella dimensione in cui vive Jenny, Alex è un altro ragazzo. Nella dimensione in cui vive Alex, Jenny è morta all'età di sei anni. Il Multiverso minaccia di implodere, scomparire. Ma Jenny e Alex devono incontrarsi, attraversare il labirinto delle infinite possibilità. Solo il loro amore può cambiare un destino che si è già avverato.

Scarabocchio:  Sinceramente non sapevo bene cosa aspettarmi da questo libro. Qualcuno diceva che era bellissimo, altri invece che era parecchio bruttino... La trama sinceramente era interessante e visto che ne avevo la possibilità, gli ho dato l'opportunità di "convincermi".
Alex e Jenny si parlano telepaticamente da qualche anno e quando riescono finalmente a comunicare senza provare dolore, decidono di scoprire se tutto quello è frutto della loro immaginazione o meno. Parte così la loro storia, una lotta contro il tempo, una corsa verso la loro salvezza.
I due ragazzi scopriranno che vivono in mondi paralleli e che le loro capacità, sono doti che permetteranno solo a loro di sopravvivere ad un'imminente catastrofe.
Parlare di universi paralleli è sicuramente tra le cose più affascinanti e anche quelle più difficili. Non sò voi ma io ho sempre immaginato/sperato in questo e fantasticare sull'argomento, mi riempie di gioia. Certo è, che per quanto un libro possa essere inventato, ci devono essere dei punti "studiati", in modo da rendere la fantasia un guanto che calza a pennello con la realtà.
L'inizio del racconto mi ha preso moltissimo. I problemi che avevano nel comunicare, la decisione di vedersi, le bugie per incontrarsi... Tutto molto poetico e romantico. Il dubbio però è sorto dopo, quando è arrivata la necessità di avere delle risposte. Non solo le pretendevano i protagonisti ma anche io, da "esterna", mi domandavo dove volesse andare a parare.
Le idee cerano ma le risposte no. Più andavo avanti e più mi chiedevo "Perchè??". L'uccisione della bambina, il viaggio nei vari mondi, l'elettroshock, la catastrofe, i loro poteri.... Un'accozzaglia di idee (e molte altre) che non hanno risposto a nessuna delle mie domande... Anzi, mi hanno messo in testa una tale confusione che ancora adesso non so districare. Certo, questo è il primo di una trilogia (sinceramente mi chiedo come si possa continuare...) e forse le risposte arriveranno dopo ma se in 341 pagine, mi sono venuti solo dubbi, cosa succederà con il secondo? 
Sono indecisa se considerarlo bello o meno. Da una parte mi sono immedesimata nella storia, anche perchè parla di una Milano che io vivo tutti i giorni (ebbene si, Piola, Corso Buenos Aires, Viale Gran Sasso e l'Università li vedo tutti i giorni...), dall'altra però mi sono ritrovata nel centro di un uragano che mi ha rallentato molto nella lettura e non me l'ha fatta godere come avrei voluto. Questa cosa mi spiace un sacco. 
Non mi sento di sconsigliarlo ma non posso nemmeno dire che è un libro fantastico... Ci sono delle pecche che personalmente mi hanno rovinato la magia.

1 commento:

  1. Questo è uno dei tanti libri che hanno ricevuto parecchia pubblicità ultimamente. Il problema è che non sempre questo è indice della qualità di un libro. Anche se ne ho sentito parlare molto, non mi sono ancora avvicinata a questo libro perchè non mi convinceva del tutto e, leggendo la tua recensione, mi sembra di capire che non ha entusiasmata molto neanche te. Chissà, magari in futuro gli darò un'opportunità! :)

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“Ciò che è stato scritto senza passione verrà letto senza piacere”
(Samuel Johnson)