mercoledì 10 ottobre 2012

Cimici del Diavolo

Titolo: Una casa perfetta
Autore: Winters Ben H.
Prezzo: € 9,90
Pagine: 286
Trama: Susan e Alex non hanno dubbi: è la casa perfetta. In quel quartiere e a quel prezzo, non potrebbero trovare di meglio. E c'è persino una stanzetta in più non segnalata nell'annuncio -, ideale per le esigenze di Susan, che ha deciso di lasciare il lavoro per dedicarsi a tempo pieno alla figlia, la piccola Emma, e al
la sua grande passione, la pittura. Inoltre la signora Scharfstein, la padrona di casa che abita al pianoterra, sembra proprio una simpatica e disponibile vecchietta. Ma, ben presto cominciano ad accadere cose strane, che turbano la quiete domestica: nel suo studio, Susan sente un odore sgradevole, che nessun altro percepisce. Poi, una mattina, nota che la federa del suo cuscino è sporca di sangue e che il suo corpo è costellato da quelli che sembrano i morsi di qualche insetto. Tuttavia né la figlia né il marito hanno quei segni. Per non correre rischi, Susan chiama una ditta di disinfestazione, che però non trova nulla. Sembra una follia, eppure lei è convinta che la casa brulichi d'insetti: sono lì, annidati da qualche parte, non ce altra spiegazione. Mentre la signora Scharfstein diventa sempre più invadente e il marito preoccupato, Susan capisce di dover dimostrare a tutti che non è paranoica. Altrimenti potrebbe rischiare di perdere non soltanto quell'appartamento, ma anche la sua famiglia. Un thriller in cui il labile confine tra realtà e immaginazione diventa un luogo oscuro e molto pericoloso...

Scarabocchio:  Aspettavo questo libro da moltissimo e finalemente sono riuscita a leggerlo!
Devo dire che mi aspettavo un'altro genere di lettura ma anche quella che mi sono trovata, mi è piaciuta molto.

Una giovane coppia decide di cambiare casa e su un'annuncio scovano un'offerta irresistibile. L'appartamento è favoloso e il prezzo è talmente basso che Alex, si chiede dove sia la magagna. Susan invece non se ne preoccupa perchè dentro di lei sente un richiamo fortissimo e quando finalmente si trasferiscono, si sente appagata e realizzata.
Fino a che non supera la reticenza nel riprendere a dipingere e non entra nella stanza Bonus.
Cos'è quell'odore? Chi è la giovane coppia nella foto che trova incastrata in una fessura della finestra? Ma sopratutto, di chi è quella macchia di sangue? Da quel momento succedono cose sempre più inquietanti e l'armonia della famigliola viene meno. Susan è l'unica che continua a trovarsi punture addosso ma quando finalmente chiama una disinfestatrice e non si trova nulla, si chiede se è solo frutto della sua immaginazione, fino a quando troverà un particolare libricino.
Alex incomincia ad avere problemi al lavoro e la frustrazione repressa sale di giorno in giorno, minacciando di rovinare il matrimonio.
La Sig.ra Scharfstein, con la sua età e la solitudine perenne diventa sempre più presente nella vita di Susan, sempre più indagatrice. Fino a quando la giovane donna commetterà un atto estremo verso il marito e lo costringerà a un'azione che mai si sarebbe sognato. 
Solo quando Susan sarà sola e rinchiusa tutto verrà a galla...


Susan mi è piaciuta poco (strano eh?! >.<) ma devo dire che è solo una questione di pelle e non perchè è stata presentata male o perchè è inverosimile. Trovo invece geniale la Sig.ra Scharfstein! La classica vecchietta affetta da solitudine da vedovanza che si rivela diversa dalla prima apparenza... Si, apprezzo molto la piega che hanno preso gli ultimi capitoli, perchè hanno tirato su di molto il mio giudizio. Non è che tutto il resto sia banale o portato avanti male ma sinceramente, l'idea di trovarmi un qualcosa di visto e stravisto mi faceva venire il latte alle ginocchia..! Sinceramente non solo ho trovato la lettura molto avvincente ma anche un finale (non originalissimo ma messo in un contesto ben pensato) ricco di macabro interesse. Non posso rivelarvi di più, già così potrei fare spoiler XD

1 commento:

  1. Ciao, sono capitata qui per puro caso, e mi piace molto il tuo blog! Ci rileggeremo di sicuro!

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“Ciò che è stato scritto senza passione verrà letto senza piacere”
(Samuel Johnson)