lunedì 31 luglio 2017

Sette minuti dopo la mezzanotte

Titolo: Sette minuti dopo la mezzanotte
Autore: Patrick Ness e Siobhan Dowd
Illustratore: Patrick Ness (Autore), Siobhan Dowd
Pagine: 224
Prezzo: € 10
Uscita: 29 aprile 2014
Il mostro si presenta a Conor sette minuti dopo la mezzanotte. Puntuale. Ma non è il mostro che Conor si aspettava, l'orribile incubo fatto di vortici e urla che lo tormenta ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Questo mostro è diverso. È un albero. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità. 

Scarabocchio: Conor è un giovane ragazzo che sta vivendo una situazione strana. E' in quell'età dove si vuol credere all'immortalità dei genitori ma si iniziano a vedere le crepe dell'armatura scintillante.
Una sera però, ecco l'apparizione più mostruosa e incredibile della sua vita. Non è colui che sogna tutte le notti ma gli si avvicina, anche se promette di non ucciderlo. Per ora. Forse.
Inizia così, un viaggio tra sogno e realtà.
Cosa nasconde il piccolo Conor?

Non sapevo esattamente cosa aspettarmi dalla storia. Sono una di quelle persone che cerca gli spoiler ma questa volta, ho voluto fare un'eccezione perché tutte le persone che sentivo, dicevano che era commoventissimo, toccante, profondo... e per letture del genere, preferisco leggere in modo "classico".
Avevo anche paura perché spesso, se a molti un libro fa piangere, io mi ritrovo a fare l'insensibile di turno.

"Sette minuti dopo la mezzanotte" però, si è rivelato veramente un libro toccante e anche se non ho pianto tutte le mie lacrime, ne sono rimasta affascinata.

Conor sta affrontando la nuova ricaduta della malattia della madre. Certo, non è la prima volta che deve affrontare con lei una cosa del genere ma questa volta, le cose sembrano essere più dure perché arriva la Nonna.
Loro due non si piacciono molto ma c'è poco da fare. Conor deve essere "seguito" e oltre a lei, non c'è nessuno perché il padre, ha un'altra famiglia e non può stare veramente con lui.
Il ragazzo però, sembra ottimista perché la madre sostiene di potersela cavare un'altra volta. Lui vuole crederci con tutte le sue forze ma l'arrivo di un gigantesco albero con sembianze umanoidi, scombussolerà ancora di più la sua vita.
L'essere antico si è messo a camminare per raccontargli tre storie e alla fine di quelle, sentirne una. Quella che dimora nelle profondità del cuore di Conor.
Nei giorni successivi all'apparizione, relazionarsi con il resto del mondo diventa sempre più difficile e litigare da un lato, lo aiuta a non pensare quello che sta vivendo a casa.
Tutti lo trattano come un malato, quando in realtà, sta benissimo. Lo evito per la maggior parte del tempo e nemmeno i professori sembrano volersi soffermare sul suo stato d'animo. Ogni cosa viene accantonata, ogni punizione viene rimandata e più il tempo passa e più Conor si sente male nella sua pelle.
L'essere però, preciso come un'orologio svizzero, si presenta sempre sette minuti dopo la mezzanotte per raccontarli una storia che sembra esser sempre diversa da come appare all'inizio. I buoni diventano cattivi e viceversa.
Il tempo scorre, la madre non migliora ma nessuno sembra voler dire la verità all'unica persona a cui servirebbe.
Dopo giorni, arriva finalmente il momento della quarta storia, quella che fa paura. Ma raccontarla ad alta voce, rende più leggeri e solo in quel momento Conor si accorge del peso che si portava nel cuore. Ed ecco, la verità.

Questo libro è quasi una storia, nelle storie.
La morale è molto semplice ma arrivati alla fine, sembra una scoperta nuova.
"Sette minuti dopo la mezzanotte" dovrebbe essere una di quelle letture obbligatorie a scuola perché spiega come si sente una persona quando un familiare sta male.

Lettura intensa, affascinante e veloce.

2 commenti:

  1. Felice che comunque ti sia piaciuto! ♥

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  2. L'ho finito in una giornata. Mi ha veramente affascinata anche se il finale è completamente diverso da come lo avevo immaginato.
    Stupendo.
    Lea

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“Ciò che è stato scritto senza passione verrà letto senza piacere”
(Samuel Johnson)