lunedì 24 luglio 2017

Livia Lone

Titolo: Livia Lone
Autore: Barry Eisler
Pagine: 368
Prezzo: € 10
Uscita: 6 giugno
Livia Lone, giovane detective della polizia di Seattle specializzata in indagini su crimini sessuali e abusi sui minori, porta a termine ogni incarico col massimo impegno, cercando di assicurare alla giustizia i mostri a cui dà la caccia. E quando la giustizia fallisce, Livia non esita a vendicare personalmente le vittime.
Ma Livia non è sempre stata Livia. Il suo vero nome è Labee, ed è nata sulle montagne thailandesi. Venduta da bambina insieme alla sorella minore Nason, approda in America dentro un container ed è più volte vittima di abusi. Ma dall'istante in cui perde le tracce della sorellina, l’unica cosa che le permette di rimanere in vita è la determinazione a ritrovarla.
Quando una nuova pista riaccende le sue speranze, a Livia non basta più essere un agente, e nemmeno una giustiziera. Dovrà rivivere gli orrori del passato per arrivare a scoprire una cospirazione di inimmaginabile crudeltà, fatta di trafficanti internazionali, bande criminali, suprematisti bianchi e legami con il potere politico.

Scarabocchio: Livia è una giovane detective che ha un solo compito nella vita; consegnare i criminali alla giustizia. Come un segugio, niente la ferma e se nemmeno la giustizia rende onore alla vittima, allora ci pensa lei.
Perché Livia, non è ciò che sembra.
Un tempo, si chiamava Labee e aveva una sorella più piccola che voleva proteggere a tutti i costi.
Quando erano piccole, vennero vendute e portate via dal villaggio natale  ma solo una arrivò "sana" a Seattle. Labee venne adottata da una famiglia ricca ed istruita ma il giuramento di ritrovare la sorellina, le diede sempre la spinta necessaria per andare avanti.

Ho fatto fatica ad ingranare con la lettura.
I capitoli vengono alternati tra il passato ed il presente ed i primi, sono molto più interessanti. La storia di Livia è agghiacciante, cruda ma anche troppo vera. Il traffico di persone e sopratutto, di bambini non è una cosa inventata.
Livia però, riesce a consumare la sua vendetta, anche se non come aveva sperato.

La scrittura è scorrevole e coinvolgente.
La storia non è politicamente corretta e l'intrigo è molto più complicato di quello che inizialmente immaginiamo. Però mi è piaciuto il fatto che Livia non sia la solita protagonista sottomessa, che per sopravvivere preferisce lasciarsi scivolare addosso il mondo. Non è nemmeno un personaggio privo di difetti e questo l'ha resa molto più vera di tanti altri.
Ci sono ancora delle domande senza risposta ma nel complesso, la storia si chiude quasi totalmente con la fine.

Una lettura inaspettata che consiglio a chi ama il genere thriller. 

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(Samuel Johnson)